Sono ben 60mila i tifosi argentini in arrivo a Brasilia, dove oggi la nazionale biancoceleste giocherà contro il Belgio nei quarti di finale dei Mondiali. All’aeroporto della capitale brasiliana è previsto l’arrivo di 77 voli charter. Alejandro Sabella si ispira a Giulio Cesare per guidare l’Argentina al di là dei quarti di finale, ostacolo insormontabile da oltre 20 anni: «Speriamo di attraversare il Rubicone. Siamo convinti e fiduciosi. Se non andiamo in semifinale, sarà frustrante». L’avversario non è da sottovalutare. «Il Belgio è un’ottima squadra costruita su una sorta di generazione d’oro». Anche se tra i Diavioli Rossi non figura uno come Lionel Messi. «Ogni squadra dipenderebbe da Messi se lo avesse», replica Sabella, convinto che il fuoriclasse del Barcellona stia facendo molto bene anche grazie alla collaborazione della squadra. «La squadra sostiene Messi e questo lo rende ancora più forte, lo fa sentire ancora meglio». La Seleccion di Sabella «Non è solo Messi - avverte il ct del Belgio, Marc Wilmots - Ho visto la partita contro la Svizzera, l'Argentina non è un solo giocatore ma una squadra. Ho visto però che hanno concesso delle occasioni da gol e a quel punto diventa una questione di dettagli. Anche noi, contro gli Stati Uniti, abbiamo avuto 15 occasioni ma siamo riusciti a segnare solo nei supplementari». Per Wilmots «dipenderà anche dalla forma dei giocatori, che potrà fare la differenza. Noi, comunque, saremo fedeli alla nostra filosofia, non penseremo solo a difenderci».
L’Argentina di Messi non può steccare
Sono ben 60mila i tifosi argentini in arrivo a Brasilia, dove oggi la nazionale biancoceleste giocherà contro il Belgio nei quarti di finale dei Mondiali. All’aeroporto della capitale brasiliana è...
