«Mi auguro che con la nuova stagione le incomprensioni del passato possano risolversi. Lasciare lo stadio vuoto è una forma sterile di protesta». Claudio Lotito è tornato a parlare, lo ha fatto nella giornata di ieri con un altro comunicato ufficiale redatto dalla nuov addetta stampa personale Monica Macchioni, ha chiesto ancora una volta l'aiuto dei tifosi. Vuole un riavvicinamento, sogna un ambiente compatto per trascinare la Lazio in Europa: «Il calcio ha bisogno di regole, di trasparenza e di ordine – ha spiegato il patron biancoceleste – su questo non si può transigere. In ogni caso, non dimentichiamoci che il club ha bisogno di tutto per continuare a volare: dei conti in ordine, di progetti e dei suoi supporter». Ma dimenticare il passato sarà impossibile, solo una grande Lazio potrebbe far cambiare idea alla gente e riempire (in parte) l'Olimpico del prossimo anno. Lotito non si arrende e rilancia: «Nel 2004 salvai la società dal fallimento, questo è un dato che nessuno può smentire e per risollevare la difficile situazione economica ho avviato un percorso di risanamento del debito pregresso che ci ha riportato in un equilibrio finanziario invidiabile. Siamo così tornati a toccare le stelle vincendo tre trofei nazionali, di cui uno resterà nella storia, più una Coppa Italia Primavera e uno scudetto Primavera. Abbiamo partecipato alla Champions League e siamo stati quasi perennemente in Europa». Un rapporto turbolento, i tifosi pretendono una svolta, Lotito ha più di un rimpianto: «Ad oggi mentre s'incuneano nuove ambizioni e progetti, il rammarico più grande è quello di non essere riuscito a costruire un legame solido e di vicinanza con una parte del pubblico laziale, probabilmente quello più radicale e forse per questo più affiatato». Solo un mercato convincente può ribaltare la situazione: da ieri pomeriggio sono ripresi i contatti tra Lazio e Parma per Parolo. I crociati intendono monetizzare il più possibile la cessione del centrocampista e aspettano la fine del Mondiale, la settimana scorsa era stata trovata un'intesa di massima sulla base di 5,5 milioni di euro. Nei prossimi giorni potrebbero arrivare novità importanti, le sensazioni sono buone e alla fine l'affare si farà. Sullo sfondo è spuntato anche il nome di Kone, calciatore del Bologna e pupillo di Pioli: può essere un'alternativa a Parolo. In difesa si attende l'ufficialità di Basta, poi partirà l'assalto ai centrali: De Vrij, Astori, De Maio o Ogbonna. La trattativa per l'olandese si è leggermente complicata, il cartellino è schizzato a 10 milioni di euro, troppi per un giocatore in scadenza 2015. Non è da escludere a priori un blitz segreto del diesse Tare a Rotterdam per provare a sbloccare l'operazione con i dirigenti del Feyenoord. Su Astori c'è cauto ottimismo, ma l'inserimento dell'Inter (non riscatterà Rolando) ha spaventato la Lazio. Ogbonna può rientrare come contropartita tecnica nell'affare Lulic, mentre De Maio piace ma non è una prima scelta. Gabiadini, invece, resterà alla Samp: pista chiusa. Capitolo Candreva, il Paris Saint Germain fa marcia indietro: «Lui è un giocatore che si muove sulla zona destra del campo – ha raccontato il tecnico Laurent Blanc – ma onestamente non c'è niente, così come per altri elementi menzionati dalle cronache di mercato. Adesso dobbiamo attendere un po'. C'è il Mondiale in corso».
«Tifosi tornate all’Olimpico»
Lotito apre il dialogo con i contestatori «La società ha bisogno della sua gente»
