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Spagna a casa

Il Cile vola agli ottavi di finale grazie a Vargas e Aranguiz

Non succede mai niente di banale al Maracanà di Rio de Janeiro. Qui, nel 1950, l’Uruguay strappò la Coppa del Mondo al Brasile provocando un dramma collettivo che è passato alla storia come il ìMaracanazo”. Qui, ieri sera, il Cile ha battuto 2-0 la Spagna campione del mondo in carica eliminandola subito dal Mondiale. Una sconfitta memorabile che tra gli spagnoli provocherà un ricambio generazionale che porterà facce nuove al posto dei celebrati campioni di tutto degli ultimi quattro anni. Le avvisaglie del declino del calcio che aveva fatto grande la Spagna dei vari Xavi, Iniesta e Busquets si erano già avute durante la stagione nel Barcellona. La nazionale, in Brasile, ha confermato che quel ciclo è finito. La ricostruzione probabilmente non toccherà a Del Bosque, che ieri non è riuscito a cambiare il corso delle cose neanche togliendo Piqué e Xavi per Javi Martinez e Pedro, per riportare così Iniesta al centro del gioco, in un ruolo a lui più consono di quello che aveva ricoperto contro gli olandesi. Tutte le alchimie del Ct spagnolo, infatti, si rivelano inutili di fronte allo strapotere tattico e atletico dei cileni, che mettono impietosamente in evidenza quanto il tempo sia passato per le ìFurie Rosse”, apparse stanchissime. Queste ultime camminano, gli avversari corrono e inevitabilmente il primo tempo finisce 2-0 per i sudamericani, che passano con un gran gol corale di Vargas al 20’ e con Aranguiz al 43’, quando è lesto a ribadire in rete di mezza punta la respinta sbagliata di Casillas sulla punizione di Sanchez. Per il portiere spagnolo non c’era modo peggiore per celebrare il suo record in nazionale di 17 presenze nella fase finale della Coppa del Mondo. Per Aranguiz, invece, è la ciliegina su una partita ottima. Nell’intervallo Del Bosque toglie un altro dei suoi eroi, il pessimo Xabi Alonso e lo rimpiazza con Koke. La ventiduenne guida dell’Atletico Madrid per quella esperta del Real. Ma l’inizio della ripresa conferma che non è il Mondiale della Spagna, con Diego Costa e soprattutto Busquets che falliscono malamente il gol che avrebbe rimesso la squadra in corsa. Così la Spagna diventa la prima nazionale campione del mondo ad essere sconfitta nelle prime due partite del mondiale successivo, nella quale è anche la prima eliminata insieme all’Australia. In pratica nel gruppo B è già tutto deciso tranne il primo posto, che sarà conteso tra Olanda e Cile nello scontro diretto di lunedì 23. Nello stesso giorno si giocherà una ormai inutile Australia-Spagna.

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