Sport

Pjanic e Lulic sulla via delle stelle argentine

Messi & Co. sfidano la debuttante Bosnia

Inizia questa sera, alle 24 ora italiana, il cammino a Brasile 2014 dell’Argentina (prima big di questo mondiale che sarà visibile in tv solo su Sky). Il match più atteso della quarta giornata prevede l’inedito scontro mondiale tra la compagine albiceleste e la Bosnia Erzegovina, alla sua prima partecipazione alla fase finale della Coppa del mondo. Le due squadre sono le favorite per il passaggio del turno nel girone F, che ospita anche Nigeria e Iran. L’Argentina è a ragione considerata anche la rivale principale del Brasile per la vittoria finale. Il ct Alejandro Sabella può contare su un parco attaccanti senza eguali. Oltre alla star Lionel Messi, la zona-gol è coperta da Aguero, Higuain, Lavezzi e Palacio. Qualche perplessità lo desta il comparto difensivo che, almeno alla prima uscita, dovrebbe essere affidato a Zabaleta, Garay, Federico Fernandez e Rojo. Una difesa con poca classe e ancor meno carisma che si disporrà a quattro davanti a Romero, in questa stagione portiere di riserva del Monaco e nelle due precedenti estremo difensore con scarsi risultati della porta della Sampdoria. Intanto, ancor prima di scendere in campo, l’Argentina ha già un problema da risolvere. La Fifa ha aperto un provvedimento disciplinare, senza aver fornito ancora indicazioni su tempi ed eventuali sanzioni, dopo che alcuni calciatori dell’albiceleste avevano esposto prima della partita amichevole della scorsa settimana contro la Slovenia, uno striscione legato alla disputa sulle isole Falkland con scritto: «Las Malvinas son Argentinas». La Bosnia Erzegovina, guidata sapientemente dal ct Safet Susic, recita perfettamente il ruolo della matricola terribile. Qualificatisi regalando spettacolo e gol (trenta reti all’attivo e solamente sei incassate), i Dragoni si presentano all’appuntamento più importante della loro storia calcistica con una rosa altamente competitiva nella quale brillano le stelle del romanista Pjanic, dell’attaccante del Manchester City Dzeko e del terminale offensivo dello Stoccarda Ibisevic. Susic, che però ha già dimostrato di saper cambiare modulo senza troppi problemi, dovrebbe schierare la sua squadra con l’ormai consolidato 4-2-3-1. Una scelta mirata a rendere la formazione balcanica granitica in difesa e molto dinamica in attacco. Il fischietto dell’incontro sarà Joel Aguilar, spedito in Brasile dalla federazione dell’Honduras. La partita si segnala anche perché regalerà la «prima» mondiale al nuovo stadio Maracana.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.