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L’Italia vola nella World League

Paolo Avesani Bella, un po' svagata, ma con cuore grande e tanta forza mentale. Nell'insolita cornice del centrale del tennis del Foro italico riempito all'inverosimile da 11mila persone in festa,...

Bella, un po' svagata, ma con cuore grande e tanta forza mentale. Nell'insolita cornice del centrale del tennis del Foro italico riempito all'inverosimile da 11mila persone in festa, e tutte (o quasi) vestite d'azzurro, la Nazionale maschile di volley conquista la sesta vittoria in altrettante gare del girone di World League. Come avvenuto a Bari, i ragazzi di Berruto superano 3-1 la Polonia. La gara è tutt'altro che facile e, per avere ragione dei biancorossi di Antiga, Birartelli e compagni devono faticare non poco. A fare la differenza è la maggore continuità che i nostri mettono in campo, soprattutto in servizio. L'unica pausa significativa, per la verità non solo dai nove metri, ci costa il terzo set. Ma a quel punto escono fuori i meriti caratteriali del gruppo azzurro che si rimette in carreggiata e ritrova ritmo e concentrazione. Ancora una volta trascinata da Ivan Zaytsev, l'Italia regala una pallavolo di livello, effficace e bella da vedere. Con la ricezione a regime il cambio palla va via fluido e, se la battuta punge, muro e difesa fanno la differenza. Nel primo set è proprio la seconda linea a regalarci il break decisivo, mentre nel secondo, a rete diventiamo in superabili, grazie alla coppia di centrali, capitan Birarelli e il giovane Piano. Archiviato in fretta «l'aperitivo», come lo definisce Zasytsev, della quarta frazione, si vede anche la forza mentale del gruppo che resetta la testa ed archivia la pratica. A fine gara tutto l'entusiasmo di coach Berruto: «Vogliamo dimostrarte, prima di tutto a noi stessi, di meritare la final six al di la del privilegio di giocarla in casa e partite come questa ci dicono che stiamo lavorando bene. Il passaggio a vuoto del terzo set e' fisiologico. Sarebbe stato anomalo che in una partita di questo livelo non ci fosse stato un nostro calo e, soprattutto, un ritorno degli avversari». Al settimo cielo anche Zaytsev: «Sono senza parole. Giocare in un'atmosfera come questa, a due chilometri da casa è una cosa incredibile. Grazie Roma!».

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