La storia insegna: non esiste un’invincibile armata. La Mercedes ha dimostrato di non esserlo, ha avuto problemi di affidabilità, la Red Bull ne ha approfittato con l’imprevisto trionfo di Ricciardo fenomenale per come ha creduto di poter interrompere il monologo teutonico, mentre la Ferrari è sprofondata. Si può perdere, ma con eleganza, non così. Macchine che più che anonime, sono ingiustificabili, senza rapidità e senza trazione, perse nelle nebbie del traffico e di una mediocrità che non rende merito al blasone. Ci pensino Montezemolo e Mattiacci e tentino qualcosa di spericolato: portare a casa due macchine è cosa buona e giusta, ma non basta. Il momento della creatività è ora non in futuro. Sarà per questo che Adrian Newey resta in Inghilterra? E che fine hanno fatto le importanti novità annunciate un mese fa? Alonso e Raikkonen, superati da Mercedes, Red Bull, Toro Rosso, McLaren (sì, perfino Button 4° è arrivato prima), Williams, non avevano parole per commentare la debacle. Erano in stato di shock come Ricciardo, ma per motivi opposti. Alonso fa una smorfia e respira a fondo prima di commentare: «Tante, troppe cose non funzionano. La Red Bull è stata una sorpresa ci dimostra che è importante lavorare duro perché tutto può succedere in Formula 1. Deve essere un esempio per noi, ci darà motivazioni, vogliamo essere più competitivi e cercheremo di fare punti per il campionato Costruttori». La Ferrari ha 87 lunghezze contro le 139 della Red Bull su cui fa la corsa. Difficile se non sei mai al posto giusto al momento giusto. E sull’andamento della gara Alonso aggiunge: «Il passo non era quello che volevamo, siamo stati molto lenti soprattutto nella prima parte, nella seconda siamo diventati più competitivi e potevamo lottare, ma quando ti ritrovi in gruppo hai tutto da perdere». Raikkonen ha fatto scivolare la F14 T di qua e di là, è pure andato in testacoda: «Non c’è molto da dire. La vettura non era abbastanza veloce, sapevamo che sarebbe stata difficile. Guardiamo avanti». Fa la sfinge e va via.
Alonso amaro «Troppe cose non vanno Così è dura»
La storia insegna: non esiste un’invincibile armata. La Mercedes ha dimostrato di non esserlo, ha avuto problemi di affidabilità, la Red Bull ne ha approfittato con l’imprevisto trionfo di Ricciardo...