Sprofondo azzurro, l’Italia ha chiuso ieri la Coppa delle Nazioni all’ultimo posto. La squadra tricolore era composta da Loro Piana Canada con in sella Filippo Moyersoen, Banca Popolare Bari Cassandra con Francesco Franco, Cocoshynsky con Emanuele Gaudiano, Elky Van Het Indihof con Lorenzo De Luca. È stata un’ottava posizione come nel 2005, 2009 e 2011, anni neri del salto ostacoli italiano a Piazza di Siena, ma con un carico di penalità (36) senza attenuanti. Appena lenito da un magnifico percorso netto nella seconda manche di Canada, cavalla grigia undicenne della Westfalia montata da Moyersoen, milanese sessantenne con 29 Coppe disputate in tutto il globo. La terza delle otto tappe della Divisione 1 della Furusiyya Fei Nations Cup (15’15, competizione a squadre, 2 manche, 12 ostacoli da 1,60, 15 salti, velocità 400 m al minuto, 200 mila euro, 8 team, 32 partenti) competizione clou dell’82° Concorso Internazionale romano, è stata vinta dal Belgio (8 penalità) presentatosi a Villa Borghese come outsider e composto da Challenge in sella Ludo Philippaerts, Pommeau Du Heup con Niels Bruynseels, Citizenguard e Constant Van Paesschen, Forever D’Arco e Nicola Philippaerts. Seconda Olanda (9), terza Germania (12) seguite da Gran Bretagna (20), Ucraina (23), Francia (25) e Qatar (26). Italia già sconsolata al termine della prima manche con gli azzurri subito ultimi. Prima una fenomenale Gran Bretagna con 3 netti (veniva scartato il peggior risultato di ogni quartetto) seguita dalla sorpresa Belgio (2 netti), poi l’immancabile Germania, Olanda, Qatar, Ucraina e Francia appaiate, in fondo l’Italia appesantita da 24 penalità (Elky Van Het Indihof, Canada e Cocoshynsky tutti con 8) pur scartando la disastrosa prova di Cassandra («è colpa mia», confessava Franco) che comunque aveva perso un ferro. Purtroppo anche nella seconda manche Cassandra, innervosita, incappava in un errore dietro l’altro, tanto che l’azzurro era costretto a sospendere la prova. Elky e De Luca atterravano i soliti due ostacoli, mentre Cocoshinsky e Gaudiano bruciavano un bel percorso senza sbavature sull’ultimo ostacolo, quattro tavole diaboliche. Cassandra e Franco avevano dimostrato nella gare di apertura di giovedì (50° posto, terzultimi) di non essere in palla per un impegno di così alto livello. Ma il ct azzurro Hans Horn preferiva lasciare ai box, per la Coppa delle Nazioni, Neptune Brecourt con Luca Maria Moneta, anche in vista dei Mondiali di agosto in Normandia. «I binomi italiani non sono più abituati a competizioni di questa portata», l’amaro commento di Horn, olandese con residenza in Toscana: «Abbiamo predisposto una serie di impegni esteri per rimetterci in carreggiata, ma ci vorrà tempo». La realtà è anche che l’allevamento italiano è totalmente assente in campo internazionale, tutte le cavalle del team azzurro di ieri provengono da Germania e Belgio.
L’Italia cade a Piazza di Siena
Equitazione Gli azzurri chiudono all’ultimo posto la Coppa delle Nazioni Il ct Horn: «Non siamo più abituati a certi livelli». Trionfa l’outsider Belgio
