Riflettori puntati su chi di solito sta dietro le quinte. Garcia lascia spazio ai suoi collaboratori nell’ultima conferenza stampa stagionale a Trigoria e, a dir la verità, si capisce fin da subito che sono meno abituati di Rudi a stare davanti a un microfono. Nessun calcolo, nessuna frase studiata, solo e semplicemente la verità. Il primo a sciogliere la lingua è il vice Frederic Bompard, che dal passato tira fuori una lezione per il futuro, diretta alla società: «Non possiamo comparare il Lille alla Roma. Quando abbiamo vinto il campionato in Francia, l’anno dopo non c’era la stessa squadra. Questo è l’errore che non dobbiamo fare». Per vincere bisogna tenere i pezzi pregiati. Sul campionato ormai agli sgoccioli (domani c’è Genoa-Roma, ultimo impegno da onorare anche se non se n’è parlato in sala stampa) c’è poco da aggiungere, ma Bompard ci tiene a dire che «le posizioni finali sono meritate». Fichaux, il collaboratore tecnico di Garcia, rilancia: «La Juve ha fatto un campionato straordinario, noi con 85 punti saremmo stati campioni 10 volte su 15. Speriamo tutti di ripetere questo duello il prossimo anno, però con la Roma davanti». Molto dipenderà anche dalla preparazione estiva, che sarà fatta in giro per l’America e poi in Austria: «In Austria non penso che ci saranno problemi, in America invece – ammette Bompard – sarà più difficile, perché abbiamo tanti viaggi da fare e dobbiamo gestire questa cosa nel miglior modo possibile. Dovremmo fare attenzione anche alla temperatura: farà molto caldo, mi sembra che giocheremo una partita a mezzogiorno. Ma siamo qui per gestire tutto questo». Senza peli sulla lingua: «Non sono uno yes-man. Quando non sono d’accordo con Rudi glielo faccio sapere, ma lui è il capo ed è lui che decide». Ancora per tanto tempo, visto che proprio negli States dovrebbe arrivare la firma sul rinnovo che legherà Garcia alla Roma fino al 2017: «Lo speriamo tutti – dice Fichaux –, io mi sento bene a Roma e spero di restare a lungo con Rudi. In cosa è cambiato? Ora non parla più in francese con noi, parla in italiano (ride, ndr)». A parte qualche capello bianco in più, Bompard non vede molte differenze rispetto all’allenatore che conosceva prima di venire nella capitale: «Ha fatto come fa sempre, facciamo le cose con il cuore, così è più facile fare un gruppo unito». Non è cambiato nemmeno il modo di lavorare, fatto di continui scambi di opinioni anche tramite le ricetrasmittenti costate care alla Roma: «Sono desolato per le multe, ma noi siamo abituati a fare così. Soprattutto nel primo tempo, visto che seguo la partita dalla tribuna. Se possiamo correggere qualcosa lo facciamo, ma penso che continueremo a fare così. Solo che in Champions non si può fare». Teoricamente nemmeno in Italia: dettagli. Il preparatore dei portieri Guido Nanni, che al Bernardini ci lavora da quattro anni e di allenatori ne ha visti passare ben sei, ci tiene a fare pubblicamente i complimenti a Garcia: «Il mister ci ha dato molto, ha avuto un grande impatto verso lo staff, i giocatori e i tifosi. Ha creato un gruppo splendido e questo si è visto sul campo. Non è che gli scorsi anni risultava meno unito, è chiaro che i risultati portano euforia e tante belle cose. Il gruppo si è creato il giorno che abbiamo fatto il rafting a Brunico. Lì abbiamo capito di aver trovato il gruppo giusto e questo si è confermato in ogni partita e in ogni allenamento». Lui ha allenato i tre portieri ogni giorno ed è pronto a giurare che «non ne servono altri, stiamo a posto così. Ognuno di loro ha qualcosa di eccezionale. Skorupski ha confermato quanto di buono ha fatto vedere in allenamento e ha fatto bene in una partita difficile. Facciamolo lavorare, può crescere ancora tanto. Per Morgan parla la sua storia, ma anche Lobont, che magari non si vede e non si sente, ha un peso nello spogliatoio». Un po’ come lui, come loro, come tutti i collaboratori «nascosti» ma indispensabili per Garcia. La stima è più che ricambiata: «Non ha difetti – esclama Bompard –, è l’uomo perfetto. Il capo ha sempre ragione (ride, ndr)». Nanni ne esalta il pregio che l’ha colpito di più: «Ti guarda negli occhi mentre parla. Spero di non trovare aspetti negativi, cosi potremo vincere tutto». Tutti insieme. «? una persona fedele», promette Fichaux, che una tirata d’orecchie la fa ma non a Garcia: «Dopo 2 o 3 minuti di Roma-Juventus mi sembrava di essere in chiesa. Lo stadio era molto silenzioso, ma dopo mi sembra che le tribune e i distinti abbiano preso le cose in mano». Bompard aggiunge: «Abbiamo avuto sempre questo dodicesimo uomo, per tutta la stagione e anche fuori casa. Sono rimasto molto deluso per i giocatori, meritavano di essere festeggiati in un’altra maniera. Rispetto i tifosi, hanno fatto uno sciopero, ma non era il momento giusto. Abbiamo bisogno di tutti per vincere le partite». Anche degli uomini «invisibili» che, per una volta, si sono presi i riflettori.
Garcia, parla lo staff: "Siamo un gruppo splendido"
Parola ai collaboratori nell'ultima conferenza stagionale a Trigoria: "Speriamo di restare a lungo con Rudi"
