Scene già viste nell’eterna sfida tra Roma e Siena. Gente inferocita alla fine della gara per alcuni fischi dubbi come quello che ha mandato in lunetta i toscani a 30" dalla fine su un intervento di Jones apparso pultio. Ma attaccarsi solo a questo, per spiegare la sconfitta, sarebbe banale e nasconderebbe alcuni problemi strutturali della squadra. Se è vero che l’addizione di Josh Mayo sembra confermare che dall’addio di Jordan Taylor l’Acea ne abbia guadagnato e che Trevor Mbakwe è pivot che non fa certo rimpiangere Lawal, bisogna anche avere la forza di ammettere che nella chimica di squadra alcune scelte di inizio stagione pesano. Se è vero che certe decisioni sono state figlie della spending review e che i soldi fanno la differenza c’è da suggellare la difficile se non quasi impossibile convivenza tra Bobby Jones e Quinton Hosley, prevedibili e poco utili alla causa. Ma tant’è e fino alla fine dell’anno Dalmonte dovrà provare a msicelarli nel miglior modo ma l’impresa appare difficile. E poi ci sono altri due dati che cominciano a diventare problemi. Baron ha le polveri bagnate e in difesa è un colabrodo. Sembra quasi che il mancato approdo al Real Madrid lo abbia privato di forze. Così non serve. Ma anche ciò che arriva dalla panchina, di cui anche Baron fa parte, lascia interdetti. Szewczyc fa un compitino che alcune volte arriva alla sufficienza ed altre volte no mentre D’Ercole e Moraschini sembrano essersi intristiti e non riescono a dare un contributo accettabile anche se il minutaggio a loro disposizione è sempre minimo. Non c’è tempo per altre correzioni, ma per chiedere a tanti di provare crescere di rendimento e di non essere latitanti sì.
I fischi dubbi non possono giustificare la sconfitta
Scene già viste nell’eterna sfida tra Roma e Siena. Gente inferocita alla fine della gara per alcuni fischi dubbi come quello che ha mandato in lunetta i toscani a 30" dalla fine su un intervento di...