Due medaglie mondiali a distanza di poche ore. Una giornata che rimarrà nella storia per l’Italia ai Mondiali di pattinaggio artistico di Saitama, in Giappone, grazie al bronzo di Carolina Kostner nella gara individuale e allo splendido oro di Anna Cappellini e Luca Lanotte nella danza. Dopo il secondo posto ottenuto nel corto, la Kostner è riuscita - nonostante qualche errore di troppo - a restare aggrappata al podio, conquistando il bronzo con 203.83 punti totali, dietro all’eroina di casa Mao Asada (216.69) e alla baby-russa Julia Lipnitskaya (207.50). Per la campionessa altoatesina, argento iridato lo scorso anno e bronzo anche agli ultimi Giochi olimpici di Sochi, si tratta del 26° podio consecutivo in competizioni internazionali, il quarto mondiale consecutivo e sesto in carriera, compreso l’oro conquistato a Nizza nel 2012. Sono numeri che non verranno dimenticati, e che forse si fermeranno qui. Perfetta e commovente nel corto sulle note dell’Ave Maria di Schubert, che le ha permesso di registrare il nuovo record europeo, Carolina non è riuscita a fare altrettanto bene nel libero, con il suo sensuale Bolero di Ravel, modificato con alcuni «rischi» in più. Sapeva di dover rischiare il tutto per tutto per tentare l’assalto a Mao Asada, anche lei a un passo dall’addio, e a caccia del titolo davanti al pubblico di casa. Una combinazione triplo-triplo in più, per portare il Bolero - già impreziosito per Sochi - ad un livello tecnico ancora più alto. Carolina ha pagato l’azzardo con una caduta, che ha fatto partire una catena di imprecisioni anche nei salti successivi. Ma nonostante gli errori tecnici, il punteggio dell’azzurra è comunque bastato per tenere dietro la russa Anna Pogorilaya e la statunitense Gracie Gold e per salire sull’ultimo gradino del podio. Quel tanto che basta per chiudere al meglio - se così sarà - una carriera stellare. «Il podio è una grandissima gioia - ha esultato la Kostner - tornare a casa con un'altra medaglia è fantastico. Volete sapere se mi ritiro? Non lo so». Non lo ha ancora deciso, Carolina, anche se è molto probabile. Ora vuole solo prendersi del tempo, staccare la spina e pensare al futuro con calma. Ma ancor prima della Kostner, mentre in Italia sorgeva il sole, il Giappone incoronava campioni del mondo gli azzurri Anna Cappellini e Luca Lanotte, già vincenti agli europei di Budapest quest’anno e sesti alle Olimpiadi (ma quarti nel team event). Un oro conquistato per un soffio (175.43 punti totali), appena due centesimi davanti alla seconda coppia, i canadesi Weaver-Poje, mentre sono solo terzi i favoriti della vigilia, i francesi Pechalat-Bourzat, all’ultima gara in carriera. Già primi dopo il corto di giovedì sulle note del musical «42nd street», con il loro Barbiere di Siviglia gli azzurri hanno scritto un’altra pagina di storia del pattinaggio artistico italiano, che non vedeva un trionfo nella danza dall’oro di Barbara Fusar Poli e Maurizio Margaglio a Vancouver 2001. Uniti e complici, forse anche grazie all’amore che li ha legati in passato (ora Anna è fidanzata con l’altro pattinatore azzurro Ondrej Hotarek, che gareggia nella specialità coppie con Stefania Berton, mentre Luca fa coppia con l’ex pattinatrice Eve Bentley), Cappellini-Lanotte sono la prova che un amore, anche se finito, può far bene. «Non ci sono parole per descrivere questa emozione, siamo sotto shock», il commento di Anna. «Questo è un momento che si sogna tutta la vita - continua - per convincersi che sia successo davvero ci vorrà tempo. Abbiamo dovuto tirare fuori le ultime energie rimaste in quest’anno durissimo. È un grande onore aver centrato un simile risultato di fronte al pubblico giapponese, così sportivo e competente. È stata una stagione lunga, siamo allo stremo delle forze e, per come abbiamo pattinato, saremmo stati contenti in ogni caso».«Abbiamo ricevuto molto affetto e abbiamo cercato di ripagarlo al meglio», ha aggiunto Luca, prima di correre a festeggiare. L’Italia del pattinaggio, e non solo, ringrazia.
Il ghiaccio mondiale si colora d’azzurro
Oro Cappellini-Lanotte nella danza. Carolina Kostner cade: bronzo. E medita il ritiro
