Dopo l’ultimo confronto londinese del 1933, la strada di Facelli e Burgley s’incrociò di nuovo. Nel dopoguerra Facelli s’era alternato nell’allenare le squadre della Reyer Venezia e di Pavia trasferendo a nugoli di giovani, tra cui il futuro ministro della Repubblica Virginio Rognoni, semplicità umana, vitalità agonistica e serietà di vita. Di lì a poco, a migliorarne le finanze personali, sarebbe giunto nell’autunno del ’48 l’incarico di preparatore atletico all’Inter. S’era alla vigilia dei Giochi di Londra. L’uno di fronte all’altro in un ristorante di Varese, con Facelli incerto sulla vendita della medaglia d’oro conquistata quindici anni prima al White City, Gianni Brera e il vecchio campione concordarono d’inviare all’avversario d’un tempo una lettera che favorisse un invito a presenziare all’Olimpiade. «Scriviamo, ne vale la pena, è lui il capo dell’organizzazione, capirà che difetti di mezzi, si commuoverà e t’inviterà, sicuramente». Dopo qualche incertezza, la lettera partì. Venne il tempo olimpico. Anche Brera partì, magnificando da par suo il successo di Consolini e Tosi su una pedana del disco liberata dalla polvere infetta della guerra. Ma nella capitale britannica il giornalista non vide traccia di Facelli. A Giochi archiviati, i due si ritrovarono ai bordi dell’Arena di Milano. «Così non sei venuto a Londra... ma, t’ha risposto lord Burgley?». La risposta c’era stata, puntuale, ed iniziava con un «Dear Facelli – scriveva il lord – I’m very sorry...» riferito alla cattive condizioni economiche dell’italiano. Affidata alla sciagurata traduzione d’uno studente dirimpettaio di casa, della risposta in realtà nulla s’era compreso, tanto meno l’invito a non vendere la medaglia, a recarsi al consolato inglese di Milano, dove da tempo giaceva un biglietto aereo, e a contare sull’ospitalità personale di Burgley nel castello di famiglia. «Vedi che ha scritto "sorry". Burgley s’è dimenticato di me». A Brera scesero le lacrime.
Quella lettera prima dei Giochi di Londra
Dopo l’ultimo confronto londinese del 1933, la strada di Facelli e Burgley s’incrociò di nuovo. Nel dopoguerra Facelli s’era alternato nell’allenare le squadre della Reyer Venezia e di Pavia...