È da sempre al fianco della gente, in prima linea quando si parla di Lazio. E' sceso in campo anche questa volta, Alessandro Cochi: politico, ex Delegato allo Sport di Roma Capitale, oggi dirigente nazionale di Fratelli d'Italia, ha replicato prima su Twitter e poi su questa lunga intervista alle parole di Stefano Pedica. «Non strumentalizzi la passione dei tifosi con teoremi gratuiti dal risvolto penale». Il messaggio è chiaro, punti di vista inevitabilmente diversi, la contestazione al presidente Lotito continua, ha fatto rumore ed è arrivata sino in Politica. Cochi ha espresso il suo parere, senza troppi giri di parole, cercando anche di analizzare a fondo la situazione di casa Lazio. Cochi, sono fuori luogo le parole di Pedica? «È inutile lanciare dei teoremi, essendo stato un parlamentare dovrebbe pensare a cose più importanti. La Lazio sicuramente lo è, ma prima di parlare sarebbe meglio pensarci bene. Se lui è convinto che dietro a questa protesta ci sia un disegno già stabilito, allora facesse l'esposto alla Procura, uscisse allo scoperto. Lanciare questi messaggi è pericoloso, sopratutto in un clima del genere, non vorrei che qualcuno volesse fomentare la situazione. I tifosi fortunatamente stanno contestando in maniera civile. Sicuramente mi avrebbe fatto piacere che Pedica avesse speso qualche parola per i ragazzi di Varsavia, cittadini di Roma». Passiamo alla contestazione al presidente Lotito. Come se ne esce secondo lei? «Ci sono più di 45mila persone contro un singolo, è inutile continuare a far finta di nulla, non aiuta di certo. La Lazio è quotata in borsa, ha una Polisportiva importante, io ho seguito per ovvi motivi questa presidenza inizialmente ben accolta dal popolo biancoceleste. Non credo che lo stadio sia impazzito all'improvviso». Quindi non c'è rimedio? «Non lo so, ma adesso parliamo di una rivolta generale. Qualche anno fa questo discorso fu affrontato con la curva, ma oggi il tifoso di tribuna con tanto di famiglia al seguito contesta Lotito. È vero che se il presidente non vuole vendere non si può far nulla, ma sarebbe giusto trovare un socio che possa rendere questa squadra ancora più forte. Lui parla spesso di voler lasciare la società al figlio, ma la Lazio è di tutti. La cessione di Hernanes senza acquistare nessun giocatore, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Io nel mio piccolo ho provato a fare iniziative istituzionali, ho difeso il volo di Olympia, ho partecipato attivamente alla realizzazione della mostra di Piola. L'ho fatto perché voglio bene a questi colori». Rischia di diventare la protesta più pesante nella stLa contestazione continua. «Io credo che da parte dei tifosi in questo momento ci sia solo buona fede, ma serve a tutti i costi un segnale dalla società. Un nuovo addetto ai tifosi, per esempio. Lanciare un comunicato d'apertura, ma forse questo non accadrà mai. È chiaro che i risultati cattivi non aiutano, però nel bene o nel male non viene mai comunicato un messaggio positivo. La contestazione continuerà finché non cambierà qualcosa. Senza teoremi».
«I tifosi sono in buona fede»
«Gratuiti i teoremi di Pedica»