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Per Garcia tanto gioco ma secondo ko stagionale

segue dalla prima di SportissimoLa traversa ha salvato Buffon sul colpo di testa di Matos, ma almeno stavolta la Juve non ha ricevuto l’usuale pacco regalo: a differenza di Rizzoli, Orsato ha...

segue dalla prima di Sportissimo L a traversa ha salvato Buffon sul colpo di testa di Matos, ma almeno stavolta la Juve non ha ricevuto l’usuale pacco regalo: a differenza di Rizzoli, Orsato ha diretto con autorità e senza indulgere a particolari suggestioni. Pesante per i viola l’assenza di Borja Valero, specialmente quando Pizarro regala troppi palloni. Hanno onorato la loro posizione in classifica il Parma e il Verona, ma a buttare il pallone dentro sono stati solo gli emiliani, ormai a tre punti dal quarto posto dopo una striscia fantastica, forse agevolata anche dal rinvio della gara di Roma, che sarà recuperata il 2 aprile. Sempre in chiave europea, stravinta dall’Inter, al di là del punteggio, la sfida del Meazza contro un Torino rabberciato in difesa, ma anche molle e rinuncitario per tuttto il primo tempo. A firmare la vittoria un gol di Palacio, secondo me più un lampo di genio che un colpo di fortuna. Alla distanza qualche chance anche per il Toro, ma è fuori discussione il buon diritto di Mazzarri ai tre punti, che lanciano l’Inter a un punto dalla Fiorentina, il cui quarto posto è seriamente insidiato anche dal Parma. Dopo Milan e Torino, i passi falsi della Lazio e del Genoa hanno determinato il crollo della middle class, nella quale si sono inserite autorevolmente la Samp e l’Atalanta. Spazio per i colpi di scena a Marassi, dopo che il Livorno era andato al riposo con la doppietta di Mbaye all’attivo. Tornati in campo, probabilmente con l’eco delle parole poco affettuose di Sinisa nelle orecchie, i liguri in sette minuti avevano rimesso le cose a posto, prima di fare il pieno con le reti di Okaka, che guadagna ulteriori posizioni, e di Gabbiadini. Stefano Colantuono i tre punti è andato a prenderseli a Roma, sulla sponda opposta rispettto alle sue propensioni di tifoso. Avvilita dal deserto sugli spalti dell’Olimpico, la Lazio non ha esibito la determinazione che le era abituale nella gestione Reja, stentando a trovare varchi nel solido assetto tattico atalantino. Poi ha dovuto giocare in dieci, nella ripresa, quando Candreva si è preso il secondo giallo da parte del mediocre Peruzzo, che però non ha inciso più di tanto sul risultato. Qualche ruggine hanno palesato i meno giovani, a partire da Klose, non è bastata la felice vena del baby Keita. In coda, bel salto triplo del Chievo, due rigori per battere il Genoa, ma finalmente un punticino per il Sassuolo con Di Francesco tornato in panchina, nello scontro-salvezza di Bologna.

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