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Il ciclismo «tira» ancora. Nonostante il doping

Presentato a Confidustria uno studio sulle due ruote

Si è tenuta oggi nella sede di Confindustria a Roma la presentazione dello studio sul ciclismo tra percezione e comunicazione. La ricerca è stata portata avanti da alcuni studenti della Link Campus University con la finalità di capire come viene percepito il ciclismo al giorno d’oggi dal grande pubblico. A presentare questo studio è stato presente anche il patron di Confindustria Giorgio Squinzi, il quale non ha voluto mancare di fare cenno a quella che era la sua grande squadra, la Mapei, che ha senza dubbio segnato un’epoca nel ciclismo: «Ho due passioni vere, il ciclismo e l’opera lirica - ha affermato Squinzi - e dietro la fondazione Mapei c'è il ciclismo. Per la nostra azienda il ciclismo è stato uno strumento ottimo per rendere globale il nostro marchio e godiamo di un effetto-coda che si protrae ancora nonostante la squadra abbia cambiato nome da più di dieci anni. Il ciclismo offre una visibilità ai marchi che non è paragonabile a nessun’altra disciplina». Chiaramente è sempre l’ombra del doping a spaventare e ad allontanare, ma su questo il presidente della FCI Renato Di Rocco ha le idee chiare: «Abbiamo superato momenti di crisi mettendoci la faccia, pagando un prezzo alto, ma adesso posso dire che il nostro sport ha riconquistato credibilità». Dello stesso avviso anche il presidente della Lega Ciclistica Vincenzo Scotti: ì Questa ricerca serve per capire qual è lo stato della bicicletta oggi. Spesso i tifosi soffrono di una deformazione della realtà: noi siamo il Paese con la federazione che ha fatto di più contro la lotta al doping e spesso si pagano problemi legati al passato». La ricerca, presentata da Nicola Ferrigni, è stata condotta intervistando i tifosi accorsi sulle strade durante il Giro d’Italia dello scorso anno. Su un campione di oltre 1000 persone, è emerso che la bici rappresenta, per la maggior parte degli intervistati, un contatto sano con la natura, una moda, un must che non ha tempo. Il 30% del campione, inoltre, associa bici alla salute. Inoltre, nonostante l’avvento degli ultimi ritrovati della tecnologia, per i bambini la bicicletta rappresenta uno dei regali più desiderati, quindi è un mezzo che accompagna l’uomo fin dalla più tenera età. Presenti alla conferenza anche l’ex iridato Gianni Bugno, il ct della nazionale di ciclismo su strada Davide Cassani e il direttore della Gazzetta dello Sport Andrea Monti.

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