È un’Italia forza sette quella che sta disputando i Giochi Olimpici Invernali di Sochi. Ma ieri è arrivata la notizia più bella, forse perchè inattesa: lo sci di fatica ha infatti finalmente ottenuto una soddisfazione, una medaglia. Dopo che questo settore ha dovuto mandare giù dei grossi bocconi amari, la medaglia di bronzo arriva nel biathlon, nella staffetta mista. Protagonisti di questo trionfo sono stati i quattro moschettieri Dorothea Wierer, Karin Oberhofer, Dominik Windisch e Lukas Hofer. Una gara intensa, molto combattuta, che gli azzurri hanno chiuso alle spalle dei campionissimi norvegesi e della Repubblica Ceca. L'Italia sfata così anche quello che era diventato un vero e proprio tabù: era infatti dai Giochi Olimpici di Nagano 1998 che non arrivava una medaglia nel biathlon. All’epoca Pieralberto Carrara vinse un argento: era passato troppo tempo, e finalmente i colori azzurri possono tornare a gioire. Più in generale, è la quarta medaglia olimpica nella storia del biathlon, la seconda di squadra dopo il bronzo di Calgary nella staffetta 4x7,5 km. Il quartetto azzurro in gara a Sochi, tra l’altro, era il più giovane tra quelli al via con un età media di 24,75 anni, numero che ci fa sperare bene per il futuro. Vancouver è stata migliorata già da qualche giorno: quattro anni fa gli azzurri conquistarono cinque medaglie, un bottino magro per una nazione prestigiosa come la nostra; ora le medaglie sono sette, anche se purtroppo manca l’oro. Ma tra oggi e tutto il fine settimana c’è ancora possibilità di ottenerlo, così come c’è ancora ampio margine per ottenere un’altra medaglia: «ad otto ci metto tutte le firme del mondo», ha affermato il presidente del Coni Giovanni Malagò, che aveva posto come obiettivo minimo della vigilia sei medaglie. La prova dei ragazzi e delle ragazze del biathlon è stata praticamente perfetta: Lukas Hofer è stato abilissimo nel finale a difendere i 30 secondi di vantaggio che l’Italia aveva accumulato sulla Germania e un minuto sulla Francia. Molto bravo anche Dominik Windisch, che ha dovuto usare tre ricariche ma che non è incappato nel giro di penalità al poligono in piedi. E molto brave, anzi eccezionali, sono state Dorothea Wierer e Karin Oberhofer, che sono partite bene e non hanno sbagliato praticamente nulla al poligono. Non si poteva davvero fare di più, è senza dubbio un bronzo che vale oro, vista la levatura degli avversari che gli azzurri avevano davanti. Particolarità di questo podio è che tutte le ragazze e i ragazzi sono altoatesini: «Proprio in una specialità all'esordio alle Olimpiadi invernali è arrivato un bronzo tutto targato Alto Adige», ha affermato il presidente della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher. Altra curiosità è che con la vittoria di ieri nella staffetta mista del biathlon, il 40enne norvegese Ole Einar Bjoerndalen ha conquistato la 13ª medaglia olimpica in carriera, diventando l'atleta più medagliato di sempre ai Giochi invernali.
Miracolo di bronzo
Gli azzurri a sorpresa sul podio nella staffetta mista del biathlon
