Dorothea Wierer, Karin Oberhofer, Dominik Windisch e Lukas Hofer sono riusciti ieri nell’impresa di portare a casa una medaglia olimpica, un bronzo, nel biathlon. Il successo è arrivato nella staffetta mista, gara all’esordio ai Giochi Olimpici invernali; a Sochi il bronzo è stato tutto altoatesino ed è un traguardo importante, perché non si tratta solo della settima medaglia conquistata dagli azzurri ma anche del primo riconoscimento arrivato dallo sci di fatica. La prima volta che gli italiani riuscirono ad ottenere una medaglia olimpica in questa specialità risale a Calgary '88: di quella spedizione faceva parte anche Gottlieb Taschler, attualmente allenatore di biathlon, con il quale abbiamo commentato le prospettive future di questi ragazzi e di queste ragazze. Signor Taschler, si aspettava il bronzo di ieri? "Sicuramente i ragazzi e le ragazze erano da considerare favoriti perché gli anni scorsi erano sempre vicini al podio nella staffetta mista ai mondiali e agli europei. In questa disciplina ci sono tante nazioni che hanno due maschi forti e questo può spostare l’ago della bilancia verso l’una o l’altra nazionale. Ieri l’unione degli uomini e delle donne, l’equilibrio che si è formato tra di loro, ha fatto la forza e ha permesso di fare la differenza rispetto agli altri. Però ribadisco che ieri secondo me l’Italia partiva da nazione favorita per una medaglia proprio perché erano sempre riusciti a fare bene nelle precedenti prove”. Lei ha vinto il bronzo in staffetta maschile ai giochi olimpici di Calgary 1988: vedendo le immagini di ieri le è tornata in mente l’emozione vissuta tanti anni fa? "Sono passati 26 anni, ma nonostante sia passato tutto questo tempo ieri quando ho visto la premiazione mi è tornato tutto alla memoria. Per un atleta quei momenti sono sempre particolari e non si dimenticano facilmente, anche perché i momenti di gioia per uno sportivo non sono tantissimi: si fa tanta fatica, si fanno tanti sacrifici e la maggior parte del tempo chi pratica sport lo passa ad allenarsi. Poi possono capitare anche le delusioni. Quando però arriva finalmente il successo è giusto godersi la vittoria e lasciarsi andare ai festeggiamenti”. Il settore del fondo ha sempre fatto fatica fino a ieri ad ottenere risultati: questo successo nel biathlon può essere la spinta a fare meglio? "A mio modo vedere l’Italia del biathlon è sicuramente in crescita. Diciamo che per fare un’analisi completa dobbiamo valutare anche i tipi di gare, perchè ad esempio nella sprint abbiamo fatto meglio rispetto alle altre gare. Però credo anche che se si arriva in zona podio vuol dire che siamo preparati bene, ma più in generale vedo che c’è stata una crescita importante. Non dimentichiamo poi che ieri i ragazzi e le ragazze dell’Italia avevano l’età media più bassa, quindi per il futuro possono solo migliorare. Dobbiamo restare concentrati e lavorare con le risorse che abbiamo a disposizione”. Suo figlio Daniel avrebbe dovuto far parte della spedizione olimpica: cosa gli è successo? "Daniel si è qualificato e doveva essere riserva nella staffetta di ieri, ma a causa di un virus ha dovuto rinunciare. Anche lui sta facendo bene ma purtroppo ha avuto diversi problemi fisici che non gli hanno permesso di fare bene in questi giorni. C’è tanto rammarico perché le Olimpiadi si disputano ogni quattro anni e prendere un virus proprio in questi giorni è una grande sfortuna”. Nella squadra odierna di biathlon vede qualcosa di quella nella quale ha gareggiato lei anni fa, prima di diventare allenatore? "La cosa più bella è che siamo sempre in un ambiente familiare e quando c’è qualche vittoria il merito è di tutti, non solo di chi ha materialmente ottenuto il successo ma anche di tutto lo staff, che lavora per mettere l’atleta nelle condizioni migliori per vincere. La cosa più bella è che oggi come allora siamo sempre tutti uniti sia nei momenti difficili che in quelli più belli”.
"Mi è tornata alla memoria la mia medaglia"
Ventisei anni i primi successi olimpici per gli azzurri del biathlon. Tra di loro anche Gottlieb Taschler che ieri ha rivissuto quell'emozione grazie al bronzo della staffetta mista
