Volano via nel cielo del San Paolo i sogni della Roma, saranno Napoli e Fiorentina a giocarsi all'Olimpico a maggio, la finale della Coppa Italia. La Roma migliore è durata una mezz'ora: poi, fallite la palle-gol che le avrebbero garantito la tranquillità, ha regalato errori e distrazioni ad avversari che non ne avevano certo bisogno, con tanti campioni in attacco, Higuain e Mertens su tutti, ma anche Callejon, suo il gol che ha dato alla gara la sterzata decisiva. Aveva giocato al «Rischiatutto», Rudi Garcia, schierando in difesa un Bastos non ancora pronto, ha stracciato il biglietto. Mai nella stagione era stata così svagata, la Roma, in avanti qualcosa di buono, con le finezze di Pjanic e gli scatti di Gervinho, ma Destro non ha trovato la giusta ispirazione, in pratica la storia si è conclusa quando ancora alla fine mancava ancora tanto tempo, ma la Roma non c'era più, con la testa e con le gambe. E adesso vanno evitati i contraccolpi. C'era stato un inizio pieno di promesse, difesa senza sbavature, rapidi triangoli in attacco a creare almeno due limpide occasioni da rete. Forse sarebbe bastato evitare le distrazioni, che invece sono arrivate. Prima l'errato passaggio di De Rossi che ha costretto Benatia al fallo da ammonizione su Mertens, poi la scelta di tempo sbagliata di Bastos, via libera a Maggio, sul cross poco reattivi i centrali, Callejon non poteva sbagliare. A quel punto la finale era nelle mani del Napoli, alla Roma il compito di dover rimontare, in situazione tattica poco felice. Poi quell'avvio di ripresa da incubo, due gol in pochi minuti, impossibile la rimonta, perfino il rosso per Strootman, Rocchi poteva risparmiarselo, si conferma permaloso all'eccesso, ma sul risulato non è stato lui a influire.
Pagati a caro prezzo gli errori in attacco
di Gianfranco Giubilo Volano via nel cielo del San Paolo i sogni della Roma, saranno Napoli e Fiorentina a giocarsi all'Olimpico a maggio, la finale della Coppa Italia. La Roma migliore è durata...