T utt'altra musica al Bentegodi: già fa discutere che potesse definirsi ininfluente il fuorigioco di Llorente sul primo gol di Tevez, indiscutibile invece che in occasione del raddoppio Carlitos fosse oltre i difensori sul lancio di Pogba. Sulle minime misure lineari, dunque, alla Juve va sempre di lusso, ma le interpretazioni di segno zebrato salvano anche la mano malandrina di Lichsteiner. Allo svizzero, quando giocava nella Lazio, il rigore non veniva mai risparmiato, la Roma ne aveva fatto una risorsa fondamentale. Sembrava, quello del derby romano, un copione già scritto, la classifica assegnava ai gialloorossi il ruolo di protagonisti, che però i favoriti hanno interpretato al meglio soltanto fino al momento di tradurre in cifra utile la pressione esercitata soprattutto nel secondo tempo. L'occasione più clamorosa l'ha mancata Pjanic, con un controllo poco felice a pochi metri dalla porta. Altri pericoli avrebbe creato la formazione di Garcia, specialmente nel finale quando l'esordio di Bastos ha aggiunto fosforo e fantasia alla manovra. Ma alla fin e ha potuto sorridere soltanto Reja, non aveva avuto problemi ad ammettere che un pareggio sarebbe stato bene accetto, ha centrato l'obiettivo allungando la striscia utile della sua nuova avventura romana. Ma non sarebbe giusto parlare di punto usurpato, il folto centrocampo governato da uno straordinario Ledesma ha reso complicata la manovra romanista, ma in chiave offensiva l'incisività in attacco è risultata modesta, Reja ha anche tolto Keita per riproporre l'esperienza di Mauri. Ci sarebbero volute altre risorse per indurre alla resa il reparto difensivo più forte d'Europa, come certificano le cifre. Alla resa dei conti, rimane l'occasione perduta, però nessuno potrà rimproverare alla Roma di non averci provato, la squadra ha mostrato di essere pronta anche per il successivo grande appuntamento, la semifinale di ritorno, al San Paolo, per quella Tim Cup che per Benitez e il suo Napoli sembra diventato l'obiettivo primario della stagione, perfino più del secondo posto sul quale la Roma conserva tuttora un confortante vantaggio. In una giornata in cui anche il Cagliari ha pagato un caro prezzo a occhi di assistenti che non sono strumenti di precisione, la sorpresa pià clamorosa è arrivata all'ora di pranzo. Partito Alessandro Diamanti alla volta della Cina, dove lo aspetta Marcello Lippi, il Bologna sembrava vittima sacrificale di un Torino lanciato verso traguardi ambiziosi. Invece la doppietta di Cristaldo, dopo che Immobile aveva illuso i cuori granata, ha risollevato le azioni di Ballardini, ora può crederci.
La vetta non cambia ma godono le inseguitrici
segue dalla prima di sportissimoTutt'altra musica al Bentegodi: già fa discutere che potesse definirsi ininfluente il fuorigioco di Llorente sul primo gol di Tevez, indiscutibile invece che in...