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Sochi, si parte tra spettacolo e paura

Cerimonia maestosa per i giochi invernali in Russia. Sotto controllo i pc dei giornalisti. Da oggi si comincia a fare sul serio

Anche i leader politici si commuovono. Le emozioni a cinque cerchi non risparmiano Vladimir Putin, il quale, durante l’esecuzione dell’inno russo, è rimasto in silenzio con un nodo alla gola, senza accennare neppure una parola del testo. Poi, alla fine, si è sciolto in un breve sorriso con il presidente del Cio Thomas Bach. E forse con questo gesto si chiuderanno definitivamente le polemiche che hanno coinvolto anche il comitato olimpico internazionale: in conferenza stampa ieri Bach aveva affermato che «Il Cio non è un governo sovranazionale in grado di imporre qualcosa», riferendosi ai temi extrasportivi che hanno coinvolto i giochi olimpici di Sochi, in modo particolare quelli riguardanti la legge anti-gay. Anche il presidente del consiglio Enrico Letta, come Vladimir Putin, si è lasciato prendere dall’emozione: nel momento in cui è toccato all’Italia sfilare, il leader italiano si è alzato in piedi, salutando con la mano, il passaggio della delegazione italiana guidata dal portabandiera Armin Zoeggeler nello stadio di Sochi. Lo slittinista si è sentito «emozionato, ma molto orgoglioso di aver mostrato al mondo l'Italia: è stata un'esperienza particolare, è la mia cerimonia, e anche se ne ho già fatto cinque Olimpiadi per un atleta è sempre un evento speciale». Una cerimonia maestosa quella che si è svolta ieri per inaugurare i giochi olimpici invernali. Il messaggio che si è voluto far passare dalla rivisitazione delle varie epoche storico-culturali russe è quello di grandezza e di potenza, come ha voluto sottolineare Marco Balich, che con la sua Balich Worldwide Show firmerà anche la cerimonia di chiusura, oltre a quelle delle Paralimpiadi. «In ogni olimpiade - spiega - la cerimonia di apertura è sempre la proiezione che il paese ospitante vuole dare di sè: a Londra era l'eccentricità inglese, a Pechino il millenario Impero d'Oriente. La Russia rilegge la propria storia in modo molto importante, forse privilegiando più l'aspetto tecnico e stupefacente rispetto a quello emotivo». Nel frattempo, poco prima dell’inizio della cerimonia inaugurale, è nata una sorta di «spy story»: diversi giornalisti hanno infatti affermato di avere avuto problemi con i computer e con i cellulari non appena si collegano a una rete russa. «Mi hanno attaccato appena sceso dall’aereo» ha raccontato Richard Engel, reporter della tv statunitense Nbc che avrebbe fatto un test con due computer e un telefono, inserendovi appositamente dei dati falsi: «sono stati intercettati appena li ho connessi alla rete». E in effetti prima dell’inizio delle Olimpiadi alcuni esperti di intelligence russi avevano denunciato un piano di controllo totale delle comunicazioni da parte dei servizi di sicurezza. Da oggi, però, le polemiche dovrebbero attenuarsi: l’attenzione è infatti tutta rivolta sulle gare e già nella giornata odierna si assegneranno le prime medaglie. Nonostante una stagione non del tutto semplice per lo sci azzurro, si respira aria di ottimismo per domenica, in quanto Christof Innerhofer ha avuto delle ottime sensazioni nella prova di discesa libera. Ma già domani i nostri Armin Zoeggeler e Dominik Fischnaller proveranno a centrare il bersaglio grosso nella prova di slittino artificiale, le cui gare prenderanno il via già a partire da oggi. Sperando di migliorare il magro bottino di Vancouver 2010.

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