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Obiettivo azzurro migliorare Vancouver

Occhi puntati su Zoeggeler. Nello sci la speranza è la Fanchini argento nella Libera ai mondiali

L’obiettivo posto da Giovanni Malagò in questa lunga vigilia dei giochi olimpici invernali può sembrare molto semplice da raggiungere: sulla carta, ottenere una medaglia in più rispetto a Vancouver 2010, edizione nella quale l’Italia ha ottenuto cinque medaglie, suddivise in un oro, un argento e tre bronzi, potrebbe non essere un’impresa proibitiva, ma le difficoltà da affrontare non sono poche. Iniziando dalla disciplina che attira di più le attenzioni del pubblico, lo sci alpino, l’Italia non ha avuto una marcia di avvicinamento molto semplice, in particolare per quanto riguarda le donne: gli acuti sono stati troppo pochi lungo tutta la stagione e in particolare hanno riguardato solo Nadia Fanchini, sulla quale è riposta l’intera speranza della spedizione femminile. L’azzurra, vincitrice della medaglia d’argento ai mondiali in discesa libera, quest’anno ha ottenuto tanti buoni piazzamenti, e soprattutto avrà voglia di rivincita dopo la rovinosa caduta di quattro anni fa, arrivata a un mese di distanza da Vancouver e che le compromise la partecipazione ai giochi: «Credo di essere in credito con la sorte», ha affermato a questo proposito Nadia; un altro nome caldo può essere quello di Verena Stuffer, quarta nel superG di Cortina. Tra gli uomini la situazione è più complicata: gli azzurri non hanno avuto una marcia di avvicinamento facile ai giochi in quanto le nostre punte di diamante, Dominik Paris per le discipline veloci e Manfred Moelgg per quelle tecniche hanno avuto diversi problemi fisici. E se Moelgg è sempre lì tra i primi dieci delle classifiche, Paris non si è visto tantissimo in questa stagione, lui che lo scorso anno ottenne la vittoria a Schladming. Stesso discorso vale per Christof Innerhofer, reduce da una stagione senza acuti dopo che nella scorsa precedente sembrava essere tornato il vero Winnerhofer, il campione del mondo 2011. Un altro grosso punto interrogativo è Giuliano Razzoli, colui che a Vancouver riuscì ad ottenere l’unico oro nell’ultimo giorno di gare, nello slalom speciale: il «Razzo» arriva a Sochi in punta di piedi, in quanto alla vigilia delle convocazioni sembrava non dovesse addirittura far parte della spedizione. Molto probabilmente i tecnici azzurri vogliono puntare soprattutto sulla sua esperienza e sulla sua voglia di riscatto dopo una stagione deludente. La situazione sembra essere migliore nelle altre discipline, in particolare nello slittino, dove gli azzurri potranno contare oltre che sul portabandiera Armin Zoeggeler anche sul giovane talento Dominik Fischnaller: i due si sono divisi equamente vittorie e podi lungo la stagione di Coppa del Mondo e la voglia di fare bene non mancherà, in particolare per Zoeggeler, il quale ha già vinto 5 medaglie olimpiche in carriera. È inoltre difficile pronosticare una medaglia nel pattinaggio artistico: Carolina Kostner è stata autrice di una buona stagione culminata con il bronzo agli europei di Budapest, ma abbiamo tutti ancora nella mente la sua caduta nella prova olimpica di Vancouver, chiusa al sedicesimo posto. La Kostner ha ormai l’esperienza e la maturità giusta per poter centrare una medaglia, e se dovesse fallire la delusione sarebbe immensa per lei che è il faro azzurro della disciplina. Infine, il fondo italiano continuerà a puntare sul 41enne Giorgio Di Centa oltre che sul giovane Federico Pellegrino, il quale ha ottenuto un bellissimo secondo posto al Tour de Ski. Inoltre, occhio al talento dello snowboard Aaron March, il quale, a 26 anni, ha già ottenuto nove podi in Coppa del Mondo. Le premesse per ottenere almeno una medaglia in più di Vancouver, quindi, ci sono: ma la sfortuna darà un minimo di tregua alle nostre nazionali?

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