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A Torino il passaggio di consegne dei fratelli Di Centa

Tradita (non furono pochi i cavalli di Troia insediati tra le mura di casa) la candidatura romana per i Giochi estivi del 2004, cinquanta anni dopo Cortina d'Ampezzo il 2006 olimpico aprì la strada...

Tradita (non furono pochi i cavalli di Troia insediati tra le mura di casa) la candidatura romana per i Giochi estivi del 2004, cinquanta anni dopo Cortina d'Ampezzo il 2006 olimpico aprì la strada a Torino e al Piemonte. Fu un successo. Ma lo spettacolo degli impianti abbandonati da otto anni nelle zone limitrofe del capoluogo fra le località di Cesana, Pragelato e San Sicario, è un insulto. L'Italia agonistica, l'Italia dello sci nordico di quella stagione, fece meraviglie, chiudendo una positività iniziata quattordici anni prima sulle nevi di Albertville. Formato da Fulvio Valbusa, Giorgio Di Centa, Pietro Piller Cottrel e Cristian Zorzi - un veronese, un carnico, un bellunese di Sappada, un trentino di Cavalese ultimo frazionista - il quartetto impegnato nella staffetta 4x10 doppiò il risultato di Lillehammer prevalendo su Germania e Svezia. Piller Cottrer conquistò anche il terzo posto nell'inseguimento, identico risultato firmato dalle azzurre nella staffetta 4x5 km. L'esito più folgorante vide protagonista Giorgio Di Centa, carabiniere dell'Arma. Cinquanta chilometri a tecnica libera, uno sprint a prova d'infarto durato millequattrocento metri tra due italiani, un francese, uno svedese, un austriaco e un russo, due secondi e tre decimi tra il primo e il sesto classificato, frazioni di decimi sul filo tra Di Centa, il russo Evgenij Dement'ev e l'austriaco Michail Botvinov, e un quinto posto di Piller Cottrer. Sul podio, a premiare l'azzurro, in quota Comitato Olimpico Internazionale, la sorella Manuela. Quattro anni dopo, a Vancouver, con il secondo posto sui 15 km a tecnica libera, toccò a Piller Cottrer rendere meno deprimente il consuntivo finale della spedizione italiana, bloccato al successo dello slalomista Giuliano Razzoli e alle medaglie di bronzo dell'eterno Armin Zöggeler nello slittino, di Alessandro Pittin nella combinata e di Arianna Fontana nello short track. Tra poche ore sarà Sochi a confermare o smentire il pessimo stato di salute dell'Italia degli sport invernali.

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