La rabbia è esplosa, la gente è stanca, la contestazione non si placa. Si è scatenata nella giornata di ieri, le lacrime di Hernanes e la probabile cessione all’Inter hanno fatto perdere la pazienza ai tifosi biancocelesti. La notizia era nell’aria, da troppo tempo si parlava dell’addio del Profeta, gli ultimi giorni di mercato hanno accelerato le manovre. È la cronaca dell’ennesima giornata di pura delusione, di un popolo esausto e depresso da una gestione societaria che troppe volte ha perso i suoi giocatori migliori, ma andiamo con ordine: le lacrime del brasiliano a Formello, verso le 14.30, hanno fatto il giro del mondo, delle radio, dei siti internet, il tam-tam è scattato immediatamente. Quattro-cinque tifosi hanno pianto con lui, la commozione si è sparsa per la città, le voci si rincorrono: «L’hanno venduto all’Inter - scrive la gente su Facebook - andiamo a protestare, adesso è veramente troppo». E poi: «Prendo un permesso al lavoro e arrivo di corsa, Hernanes non si tocca”. Telefonate e messaggi, davanti al centro sportivo di Formello si presentano in poche ore centinaia e centinaia di tifosi. Verso le 16 arriva il nuovo arrivato Postiga in compagnia del Team Manager, Maurizio Manzini. Ma l’accoglienza è pessima, il portoghese abbassa il finestrino per un saluto ma non viene nemmeno preso in considerazione dai tifosi, inferociti e impegnati nel chiedere un colloquio con il diesse Tare. L’attaccante varca il cancello incredulo, l’approccio non è dei migliori, niente male come primo giorno da neo biancoceleste. La gente è arrabbiata, il numero delle persone presenti sale in maniera vertiginosa: alla fine sarà di quasi 600 unità. Si respira un clima è teso, l’aria è pesante, all’interno del centro sportivo ci sono tre blindati della Polizia: parte un lancio di bombe carta, la strada viene completamente chiusa, i tifosi vogliono e pretendono un colloquio con la società. Ma a Formello il presidente Lotito non c’è più da quasi un’ora, è uscito da una via secondaria, la contestazione è pesante e anche il direttore sportivo è costretto ad andare via. Partono i cori a favore di Hernanes, viene insultato Bollini, passato per caso tra la folla: «Avete rotto il c…, ve ne dovete andare». Non è gradito nemmeno Reja: «È complice pure lui - urla un ragazzo - andasse via subito. Non doveva permettere la cessione del Profeta». Sono le 19, i sostenitori biancocelesti (tra cui anche donne e anzianii) decidono di spostarsi a Villa San Sebastiano, residenza del patron laziale: «Andiamo a casa sua e facciamoci sentire, è ora di fare qualcosa». Alle 20 Via Appia Antica è completamente in tilt, il traffico parte dall’incrocio con Via Cristoforo Colombo, Lotito se ne va per motivi di sicurezza. Ma la contestazione continua: «Vattene a Salerno», urlano circa 200 persone. Davanti al cancello c’è un blindato dei Carabinieri, resterà a monitorare la situazione per tutta la serata. Esce lo striscione «mortac... vostra», la gente non vuole lasciare il presidio biancoceleste, ancora il passaparola per restare a protestare contro la cessione di Hernanes. Per tutta la notte.
Tifosi infuriati, Lotito contestato
Seicento persone davanti a Formello. Poi sotto gli uffici del presidente
