TORINO Nessuno si spaventa. Ma è un fatto che la Roma è tornata a meno sei. E che la Juventus, in due partite giocate all’Olimpico, ha raccolto un pareggio e stop. Nelle sue poche parole post Lazio, Conte ha fatto i complimenti ai suoi e basta: se anche non è arrivata la vittoria numero tredici, poco male. Contavano il gioco e lo spirito: sul secondo non ci sono mai stati dubbi, pur al netto di un inizio patita un po’ al rallentatore. Sul primo, più o meno idem come sopra: non il miglior incipit, poi si è andati migliorando nonostante l’inferiorità numerica. È chiaro che, classifica alla mano, non si può andare a cercare troppo il pelo nell’uovo: però, complice anche il passo falso in Coppa Italia, la concorrenza giallorossa ha ripreso fiato e adesso toccherà alla Juve lanciare nuovi segnali di onnipotenza. Domenica sera, per esempio, allo Stadium si presenterà l’Inter e, per quanto non si tratti della Beneamata più forte degli ultimi tempi, potrebbe essere squadra in grado di gettare un altro po’ di sabbia negli ingranaggi di Buffon e compagni. Si vedrà. Intanto, alcune cose sono sotto gli occhi di tutti: Pirlo, per esempio, non ha giocato negli ultimi 180’ di campionato ed è davvero un evento più unico che raro. Nessuno ammetterà mai possa nascere un caso, però la cronaca racconta che, dopo avere fatto le corse per presentarsi proprio contro la Roma in campionato, il numero 21 è stato sostituito a Cagliari, ha giocato in Coppa Italia in una formazione zeppa di seconde linee e poi è finito in panchina. Inutile sottolineare che mai, nei due anni precedenti, l’ex milanista aveva subìto un trattamento del genere. C’è poi la questione Conte: nervoso, permaloso, ha già annunciato che non parlerà più prima delle partite fino alla fine del campionato. Magari porterà bene e magari no, però certo non è un segnale tranquillizzante per un ambiente che comunque è abituato a sentirsi circondato e sotto assedio. Né va dimenticato che il tecnico finora non ha mai detto apertamente di volere rimanere sulla panchina bianconera anche l’anno che verrà. Infine, Buffon: è pressoché impossibile che il gossip che lo riguarda (e che ha coinvolto anche Pirlo, un paio di settimane fa) ne condizioni il rendimento, ma sarà certamente importante che SuperGigi mantenga uno standard di prestazioni elevato. Dopo di che, rimangono sei punti di vantaggio in classifica con un bel 3-0 anche nello scontro diretto già disputato: c’è di che stare sereni, anche perché Llorente continua a buttarla dentro che è un piacere (9 gol in campionato, senza rigori) e Tevez non si discute né si fa discutere. Per la serie: senza un crollo verticale, la Juve rimane ampiamente favorita per la corsa al tricolore.
Scudetto La Juve ha paura
Eliminazione dalla Coppa Italia e vantaggio ridotto a +6 In cinque giorni Conte scopre di avere qualche problema
