Era accaduto per Sara Simeoni, il 31 agosto 1978, sussulti decisivi d’una gara che resterà memorabile, due tigri su una gelida pedana dell’alto, 2.01 l’altezza, l’azzurra e la prussiana Rosemarie Ackermann, stadio di Praga, campionati europei, Paolo Rosi al microfono, la richiesta esplicita della proroga oraria, il via libera di Andrea Barbato dalla direzione di via Teulada, telegiornale slittato di diciotto minuti, ascolti moltiplicati nel momento topico della vittoria e del primato mondiale dell’atleta di Rivoli Veronese. Dieci anni dopo toccherà ad Alberto Tomba infrangere il totem televisivo per eccellenza, il Festival di Sanremo. Inverno 1988, presentano Beppe Grillo, Gabriella Carlucci e Miguel Bosè, tra Mino Reitano e Fausto Leali, Loredana Berté e Franco Califano e Toto Cutugno, apertura di Luciano Pavarotti dedicata al Volare di Mimmo Modugno, ospiti d’eccezione gli ex-Beatles Paul McCartney e George Harrison. Succede al momento della seconda prova dello slalom speciale, 14.24 di Calgary, otto ore in più per il teatro Ariston. La Rai dà via libera alle nevi, Alfredo Pigna è al microfono. Tomba ha in tasca da quarantotto ore l’oro dello slalom gigante. Ha il terzo tempo nella prima prova dello speciale, ha lasciato alle spalle fenomeni come Ingemar Stenmark e Pirmin Zurbriggen. Penalizzato da un tempo disastroso nella prova iniziale, lo svedese farà miracoli con una seconda discesa leggendaria. Ma l’italiano gli resterà addosso con il secondo miglior tempo, chiudendo la classifica finale con sei centesimi su Frank Wörndl, Stenmark quinto, Zurbriggen settimo: un trionfo in diretta televisiva, Ariston infuocato, indici di ascolto a limiti da primato. Un’ora dopo, con Perdere l’amore , Massimo Ranieri vincerà il festival.
Quando il carabiniere di Bologna fece tacere Beppe Grillo
Era accaduto per Sara Simeoni, il 31 agosto 1978, sussulti decisivi d’una gara che resterà memorabile, due tigri su una gelida pedana dell’alto, 2.01 l’altezza, l’azzurra e la prussiana Rosemarie...
