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Mauri in campo contro la Roma

Ridotto a sei mesi lo stop per le scommesse dal Tnas Il capitano: «È quasi finita». Ma il rinnovo è a rischio

L'incubo è finito, la Lazio ritrova Stefano Mauri. Non subito, come sperava il capitano biancoceleste, ma tra 22 giorni, quando scadrà la squalifica decisa dal Tribunale nazionale di arbitrato per lo sport del Coni (Tnas) per il calcioscommesse: sei mesi e non più nove, come disposto dalla Corte Federale al termine del processo sportivo d'appello. Dopo l'inatteso rinvio dello scorso 21 dicembre per l'acquisizione dell'ultima ordinanza firmata dalla Procura di Cremona, la decisione del collegio arbitrale è arrivata con celerità in parte sorprendente (rispetto ai tempi delle passate decisioni) ma del tutto razionale. Il presidente Massimo Zaccheo e gli arbitri Guido Calvi (per Mauri) e Maurizio Benincasa (per la Figc) hanno lasciato da parte l'ultimo documento «venuto fuori dopo il contenzioso» e, al termine del dibattimento durato oltre due ore, hanno adottato una decisione lampo: Mauri è colpevole per non aver denunciato la tentata combine della gara Lazio-Genoa, ma nulla sapeva del presunto illecito su Lecce-Lazio e per questo merita «solo» sei mesi di stop. «Dai che è quasi finita! Daje Lazio», ha esultato Mauri sul web. In campo, quando ha ricevuto la notizia durante l'allenamento, è quasi scoppiato in lacrime, confuso ed emozionato per il prossimo ritorno in campo. Poi ha riflettuto con amarezza sul diverso trattamento riservato, per esempio, ai colleghi Portanova e Ferrario per la stessa incolpazione, quattro mesi di squalifica per una omessa denuncia. Ma la gioia inevitabilmente prevale, l'incubo è quasi finito nonostante l'ultima (presunta) svolta dell'inchiesta penale e le parziali ammissioni del temuto «mister X» Bazzani: per ora le nuove prove raccolte dalla Procura di Cremona non sono schiaccianti come promesso, dopo tre anni difficili il capitano biancoceleste può guardare al futuro con fiducia. Mauri esulta, Reja fa altrettanto. All'ora di pranzo il tecnico goriziano aveva confessato la propria incredulità sulla vicenda («Le accuse sono assurde, quelle partite del maggio 2011 furono regolari: io ero in panchina e ci metto la mano sul fuoco»), poche ore dopo ha appreso la buona notizia e ha subito «avvertito» Mauri: «Preparati al meglio, tra 20 giorni devi essere in grande forma». Venti giorni o poco più, perché la data del rientro in campo di Mauri è ancora incerta. I nove mesi di squalifica terminano domenica 2 febbraio: in quel weekend si giocherà la terza giornata di ritorno, ma la Lega non ha ancora ufficializzato il programma. La Lazio è attesa dalla sfida di Verona con il Chievo, il presidente Lotito potrebbe chiedere il posticipo a lunedì 3 febbraio se i biancocelesti saranno impegnati la settimana precedente nel quarto di finale di Coppa Italia. La soluzione permetterebbe a Reja di impiegare Mauri, altrimenti il capitano tornerà in campo la settimana seguente per l’eventuale semifinale di coppa e poi il sicuro derby di campionato, in programma domenica 9 febbraio contro la Roma. Dalla finale di Coppa Italia alla nuova sfida cittadina: l’incubo di Mauri potrebbe chiudersi con un altro derby. La Lazio è pronta a riabbracciare il proprio capitano, almeno per i prossimi quattro mesi. Perché il contratto di Mauri scade il 30 giugno 2014 e il rinnovo è ancora lontano: il 34enne centrocampista lombardo vuole giocare altri 2 anni e chiede un ingaggio vicino all’attuale (un milione di euro a stagione), Lotito prende tempo. Mauri ha già ricevuto offerte da Russia e Stati Uniti, ma vorrebbe restare in Italia e già si sta guardando attorno: se la Lazio vuole trattenere il proprio capitano deve fare in fretta. Perché l’incubo è finito, ma il rinnovo non è affatto scontato.

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