Non chiedete a Walter Mazzarri del mercato di gennaio tanto non risponde o al massimo sibila: «una distrazione che non ci possiamo permettere», ma l’Inter ha fatto già dueìacquisti: Milito convocato e in panchina, dopo l’infortunio di ottobre, e Kovacic che, parola di WM, «sta facendo passi da gigante, ho fiducia per il suo girone di ritorno». Per D’Ambrosio si aspetta solo il tesseramento come ha rivelato l’allenatore che però è infastidito dalla febbre di Icardi. L’argentino ha raggiunto Roma con il solo medico sociale per non contagiare i compagni e stamane si deciderà se portarlo in panchina. Un contrattempo che non ci voleva perché tra Icardi e Milito, quello con maggior freschezza atletica e ritmo partita era Maurito. Ma il boccone che WM non ha mandato giù è l’arrivo di Reja. Lo ha detto senza tanti giri di parole: «La Lazio vista a Verona era in difficoltà, le prestazioni non erano in linea con il valore della rosa. Il ritorno di Reja per noi è un problema. Ha ricompattato l’ambiente e riportato entusiasmo nel pubblico, è bravo ed esperto. Questo cambio non ci avvantaggia. Sarà un test vero. Sulla vicenda Petkovic mi astengo da ogni giudizio non conoscendo la situazione». Non sono frasi di circostanza, teme davvero la Lazio: «Non so come giocherà, non ho punti di riferimento, ho poche informazioni. Vincere il derby ci ha fatto bene perché la nostra autostima è aumentata, siamo in crescita, ma al gruppo ho chiesto continuità e di essere più concreti». Si affiderà alla formazione che gli dà maggiori garanzie, «i due giorni in più dei sudamericani non contano, tutti hanno rispettato il programma, si riparte da zero» ha affermato in conferenza aggiungendo che «non conoscendo le contrapposizioni, non è il momento di fare esperimenti, come contro il Parma, e stravolgere gli equilibri». Sarà 3-5-1-1 con 3 dubbi veri: Zanetti-Kuzmanovic per Taider fermato da un risentimento muscolare, Alvarez-Kovacic, mentre Rolando e non Ranocchia dovrebbe prendere il posto sulla destra di Campagnaro squalificato. «Le partite non si giocano più in 11, ma in 13-14. Che siamo cresciuti si vede dalle sostituzioni, prima chi entrava dalla panchina non rendeva, adesso sì. Kuzmanovic (favorito per una maglia da titolare, ndr) ne è un esempio, è diventato eclettico a centrocampo, Kovacic si rende più utile alla squadra, bene anche Icardi che però si ferma spesso e non trova la forma». Il suo pallino è Milito e vederlo calpestare il campo dell’Olimpico non è utopia: «Il minutaggio è ridotto, ma è un valore aggiunto. Ci conto da quest’estate. La sua sola presenza mette preoccupazione agli avversari». Palacio è il perno d’attacco e la storiella delle due punte lo indispettisce: «Ma quanti attaccanti puri vedete nelle altre squadre?! Il mio è un gioco corale, pensate a Jonathan e Nagatomo che in questa stagione stanno facendo più gol che in tutta la carriera. Se potessi giocherei con il tridente, basta che mi tornino i conti». Fedele ai fatti non alza l’asticella fino al terzo posto, ci proverà: «Diamo il massimo con la Lazio e il Chievo e riparliamone. Per ora ottimo bilancio». Tradotto: non ci sarà il tracollo di un anno fa. Per tradizione, dopo la sosta natalizia, l’Inter fa male, Mazzarri incrocia le dita e si scervella sul suo match: «Non guarderò Juventus-Roma, domani (oggi, ndr) mi aspetta una finale». Lo scudetto non è il tavolo a cui siede l’Inter.
Mazzarri: «Serve continuità»
Il tecnico non si fida di Reja: ha dato entusiasmo. Milito convocato, problemi per Icardi alle prese con l’influenza
