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Berlusconi mette in vendita Balotelli

Supermario ha il cartello «vendesi» intorno al collo. Potrebbe andare via ma per una cifra non inferiore a 25 milioni di euro

Supermario ha il cartello «vendesi» intorno al collo, ma forse non lo sa. È sempre stato lui a decidere il proprio destino, a fare e disfare la valigia a piacimento. Ma ora no, non più. Il sogno di vestire la maglia rossonera è durato appena un anno. Il club smentisce sul proprio sito ufficiale le indiscrezioni apparse sul Secolo XIX, secondo cui il presidente Silvio Berlusconi lo avrebbe messo sul mercato («Il Milan smentisce assolutamente e con forza le dichiarazioni che sarebbero state attribuite al presidente circa una impensabile collocazione di Mario Balotelli sul mercato. Mario Balotelli è e resta un giocatore del Milan») ma Berlusconi non ha mai amato particolarmente l’attaccante cresciuto nel settore giovanile dell’Inter. «È una mela marcia - si lasciò sfuggire l’ex premier - non verrà mai al Milan». Dichiarazioni smentite coi fatti e con un colpo di mercato che spostò gli equilibri della corsa Champions. Ma a distanza di un anno il rapporto col Milan sembra essere arrivato ai titoli di coda, anche perché, nel frattempo, lo scettro del potere è passato nelle mani della dottoressa Barbara Berlusconi che non intende minimamente confrontarsi con Mino Raiola, procuratore di Balotelli. Niente più affari con l’agente che nelle ultime sessioni di mercato avrebbe condizionato oltremodo il mercato milanista. La smentita del Milan è stata netta, assoluta, anche per tutelare il proprio patrimonio, ma la frattura tra Berlusconi e Balotelli costringerebbe la società a vendere l’attaccante a prezzo di saldo. Il costo del cartellino è valutato non meno di 25 milioni di euro. Non è un momento particolarmente propizio per gli attaccanti rossoneri. Nel giro di un anno l’amore tra il Milan e Balotelli sembra finito mentre El Shaarawy è passato da astro nascente a stella cadente. Ieri il «piccolo faraone» è stato operato al piede sinistro. Dovrà rimanere lontano dal campo almeno 10 settimane. Un infortunio che rischia di compromettere in modo definitivo la convocazione per il Mondiale brasiliano in programma a giugno.

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