Una ribalta per due. L'addio all'anno solare, all'insegna della regola del quattro, imprime un marchio di nobiltà sull'appuntamento della vigilia dell'Epifania. Non flette di un millimetro la Juventus dei record, frantumato quello del 2005 relativo alle prime diciassette partite, cifre astronomiche, per mantenere il distacco sulla Roma, che resta la sola squadra imbattuta e non vuole arrendersi senza averle provate tutte. Con il punteggio attuale, sarebbe stata capolista in tantissime occasioni, ma Rudi Garcia, al suo primo impatto con il calcio italiano, si è guadagnato già il gradino più alto del podio, nel computo aritmetico tra risorse e rendimento. Per il ritorno all'Olimpico dopo la beffa di Milano, c'era da scegliere l'esorcismo più efficace per scacciare i fantasmi delle assenze di De Rossi e Strootman, due terzi del centrocampo titolare. Ma servivano i tre punti, e allora un calcio alle alchimie tattiche e alla paura, tre punte con Totti alle spalle e un bomber di scorta: Benatia che appariglia Florenzi come miglior realizzatore stagionale. C'è serenità, c'è allegria, c'è affetto fraterno dentro lo spogliatoio, soprattutto il rispetto: quello che il tecnico si era guadagnato dal suo primo giorno in ritiro, quando aveva affrontato a muso duro, prendendoli a pesci in faccia, i cialtroni della contestazione organizzata su piani industriali. La festa per il gol di Gervinho, che se ne era divorati una barca, all'insegna dell'ironia, ma anche dell'amore per un compagno che alla squadra molto regala. segue a pagina 23
Ribalta per due aspettando lo scontro diretto
Una ribalta per due. L'addio all'anno solare, all'insegna della regola del quattro, imprime un marchio di nobiltà sull'appuntamento della vigilia dell'Epifania. Non flette di un millimetro la...
