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Niente orario continuo. Non serve

A Teramo non sembra sia Natale: poca gente in strada Acquisti mirati, regali non costosi. Si attendono i saldi

TERAMO Negozi chiusi, strade deserte, nessuna corsa per acquistare gli ultimi regali. A consegnare un'istantanea della crisi delle famiglie teramane è l'immagine del centro cittadino nelle prime ore del pomeriggio dell'ultimo sabato prima di Natale. Che racconta di una città dove quasi nessun negozio resta aperto durante la pausa pranzo, «perchè tanto di clienti se ne vedono pochi», e dove i negozianti cercano di massimizzare gli sforzi con promozioni ed offerte contenendo allo stesso tempo i costi. Un Natale all'insegna dell'austerity e dove le famiglie limitano i regali allo stretto necessario, risparmiando persino sul tradizionale pranzo del 25 dicembre, quello a cui un tempo nessuno avrebbe mai rinunciato. «Le difficoltà ci sono - conferma Dario Sfoglia, di Confcommercio e titolare di due negozi in pieno centro cittadino - e non possiamo negare come il commercio stia vivendo un momento di difficoltà terribile come non era mai successo prima. Speriamo che le vendite natalizie ci aiutino a recuperare ma le perdite ci sono, soprattutto in alcuni comparti». Tra i più colpiti quello dell'abbigliamento, che ha sofferto non solo per la crisi delle famiglie ma anche per i capricci del tempo, che fino ad autunno inoltrato ha regalato temperature quasi estive. «Certo la voglia di acquisto potrebbe essere favorita dai saldi - continua Sfoglia - visto che molti cittadini, per fare compere stanno aspettando proprio l'avvio dei saldi con l'obiettivo di risparmiare un po'. In realtà la voglia di fare i regali c'è, ma di sicuro rispetto ad alcuni anni fa quello che è diminuito è il valore degli acquisti». In generale si fanno meno regali, magari di qualità ma più «piccoli» che in passato. E i commercianti si adeguano, cercando anche di contenere i costi di gestione. Non è un caso che il centro cittadino abbia perso tanti negozi, molti storici, alcuni dei quali si sono semplicemente spostati in zone meno care cercando di fare di necessità virtù. Ma in questo natale di spending review anche per le famiglie non si risparmia solo sui regali. E così per gli acquisti alimentari della vigilia e del pranzo di Natale si preferiscono i discount, rinunciando magari a comprare le tipicità natalizie e riducendo le quantità. «L'altro giorno un cliente, parlando del più e del meno - conclude Sfoglia - mi ha detto che se prima il pranzo di Natale era di sei portate adesso è di 3. Perchè ovviamente non si taglia solo sull'abbigliamento e sugli accessori, ma anche su quello che si porta in tavola». Soprattutto quando tra bollette, tasse e scadenze molte famiglie al 16 del mese hanno giò ipotecato stipendio e buona parte della tredicesima.

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