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Com’è triste il derby di Milano

Giada Oricchio La prima volta di Erick Thohir e Barbara Berlusconi in un derby, uno da neo Presidente, l’altra da vice presidente. Percorsi agli albori che entrambi vorrebbero battezzare con un...

La prima volta di Erick Thohir e Barbara Berlusconi in un derby, uno da neo Presidente, l’altra da vice presidente. Percorsi agli albori che entrambi vorrebbero battezzare con un successo perché il derby è un campionato a sé. Per ora vince l’indonesiano: ieri la prima vittoria in una stracittadina, quella della Primavera: 3-1 al Milan ed entusiasmo alle stelle per il risultato e i talenti in erba da cooptare in prima squadra. «Speriamo di giocare così anche domani. Bonazzoli e Donkor sono buoni giocatori», ha detto Thohir confermando il progetto che ha in mente per i nerazzurri. Ma chissà cosa potrebbe fare se Mazzarri dovesse regalargli la prima vittoria da quando ha acquistato la società (finora 3 pareggi e una sconfitta). Un buon Natale che il tecnico di San Vincenzo ha preparato nei dettagli: nove punti di vantaggio sui rossoneri e il miglior attacco della serie A (senza rigori da 16 partite) non bastano per dormire sonni tranquilli. «Razionalmente questa gara vale tre punti come le altre - ha detto Mazzarri - ma i tifosi ci fanno capire la differenza. Se vincessimo l’autostima aumenterebbe. Il Milan ha Balotelli, Matri, Kakà, e se dovessimo abbassarci dovremo essere bravi nelle famose ripartenze». Niente emozione? «Sento il fascino della partita, la percezione esatta l’avrò in campo. Vorrei rivedere l’Inter di Napoli, propositiva e palla a terra ma con meno disattenzioni. Il calcio è attenzione, non tensione». Fedele ai suoi titolarissimi, cambierà poco: squalificato Alvarez, ci sarà Zanetti interno di centrocampo, Taider mezz’ala e Guarin dietro Palacio. Sotto i riflettori di San Siro, sold out, sarà anche sfida tra livornesi, gemelli diversi che hanno sotterrato l’ascia di guerra. L’eterno traballante Allegri si strugge meno del conterraneo, ma ha più fame di punti che di panettone: «A Coverciano ci insegnano che l’allenatore è solo e con la valigia in mano. Non ha senso parlare del mio futuro alla vigilia di un derby duro, dobbiamo esser pronti e concentrati. Non lo vinciamo dal 2011, ma se giochiamo come contro la Roma non faremo risultato. Balotelli? Matri al suo fianco gli apre maggiori spazi, mi aspetto molto da Mario, farà il suo dovere». Come Kakà che ha promesso il gol numero 100 sotto la riaperta Curva Nord.

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