Non c’è Lazio senza vecchietti. Torna il trentacinquenne Miro Klose al centro dell’attacco, stende il Livorno e i biancocelesti tornano alla vittoria in campionato dopo 47 giorni (solo tre punti in sei gare). In difesa giganteggia il trentaquattrenne André Dias, nella ripresa entra anche l’inossidabile trentaseienne Giuseppe Biava e la banda di Petkovic riesce a non subire gol (i miglioramenti sotto quest’aspetto si erano visti anche in Europa League). Non sono da pensione, sono l’anima di un gruppo che non è riuscito a metabolizzare l’ingresso di giovani talenti per ora inespressi. C’è bisogno d’esperienza per allontanare lo spettro della lotta salvezza, loro si sono calati nella parte e la sfida contro i toscani è stata una passeggiata. Tutto qui, per lo spettacolo tornate dopo Natale perché il successo, i tre punti fondamentali per migliorare un po’ la classifica, non devono fare illudere più di tanto. Intanto il Livorno è la peggiore squadra venuta all’Olimpico e forse di tutta la serie A e poi, se si escludono gli acuti dei solisti ritrovati, rimane la diffusa sensazione che la Lazio continui a non giocare da squadra. Il centravanti tedesco ha realizzato una doppietta nella prima mezz’ora di gara e ha permesso a tutti di giocare con più serenità in un ambiente ostile. I venticinquemila tifosi presenti hanno fischiato chiunque, prima durante e dopo i novanta minuti. Bersagli preferiti il presidente Lotito e il diesse Tare, una contestazione molto pesante che ha ricordato quelle di 3-4 anni fa. Ma torniamo alla partita: ieri Petkovic ha fatto l’ennesimo esperimento poi riuscito solo grazie alla modestia del Livorno: scendere in campo senza un mediano di ruolo, Onazi relegato in panchina. Centrocampo di qualità ma senza un incontrista di ruolo, Biglia ed Hernanes a dettare i tempi quando il pallone ce l’avevano i laziali ma sulle ripartenze (poche) dei livornesi si sono aperti buchi paurosi. Il modulo 4-2-3-1, anche se i numeri non sono certi visti i continui stravolgimenti operati a gara in corso, consente di valorizzare la batteria di trequartisti di cui dispone l’omone bosniaco, ma scopre molto la mediana soprattutto se la coppia è Biglia-Hernanes. Tant’è, il Livorno ha fatto poco e allora i due registi laziali hanno limitato i danni ma presentarsi con questa formula davanti ad avversari più pericolosi equivalrebbe a consegnarsi ai dirimpettai. Come spesso è accaduto in qiesta stagione la Lazio è peggiorata nel corso della gara, i cambi operati dalla panchina hanno aumentato gli stenti di un gruppo ancora in chiara confusione. L’ingresso di Perea al posto di Ederson che era stata uno dei più propositivi, ha avuto l’effetto di rianimare il Livorno e di rendere meno fluida la manovra laziale che è riuscita a ripartire solo in un paio di oaccasioni con Candreva (buona la risposta di Bardi). È andata bene, il Livorno ha creato pochissimo, solo in una mischia avrebbe potuto segnare (i toscani hanno vinto 5-1 la speciale «partita» degli angoli), ma anche stavolta non è piaciuta la gestione di una partita nella quale la squadra ha confermato di essere dalla parte dell’allenatore. E infatti nessuno ha mai pensato il contrario ma che la Lazio stia disputando una stagione ben al di sotto delle proprie possibilità è altrettanto vero. Così come la conferma di Petko, sbandierata da Lotito a fine gara, è solo di facciata. Il futuro del bosniaco resta in bilico, tutto dipenderà da quello che farà Yakin a Basilea mentre le alternative sono sempre le stesse: Bollini, Inzaghi, Reja (favorito) e Delneri. Ma, panchina a parte, è ormai un tutti contro tutti nell’ambiente Lazio e l’aria che si respira all’Olimpico è diventata ormai irrespirabile. Tra fischi, proteste, scempio di Varsavia con tifosi in galera senza sapere un motivo, tecnico confuso, presidente attendista, c’è poco da stare allegri. Servirebbe normalità e tranquillità per rialzarsi da una stagione in cui gira tutto male ma che può ampiamente essere salvata se solo ci fosse meno frenesia.
Lazio Ci pensa Miro
Una doppietta di Klose stende il modesto Livorno Dopo oltre un mese i biancocelesti tornano a vincere
