Sicura, determinata, divina, come solo lei sa essere. Quattro anni dopo Istanbul 2009, ad Herning Federica Pellegrini torna a indossare la corona di regina d’Europa dei 200 stile libero in vasca corta. Una gara, la sua gara, chiusa in 1’52’’80 davanti alla francese Bonnet (1’53’’26) e alla russa Popova (1’53’’62), con l’altra azzurra Alice Mizzau solo ottava. «Sono sorpresa perché non pensavo di scendere sotto all’1’53, e sono contenta perché era dal 2009 che non vincevo la gara agli Europei in corta» il primo commento di Federica, che a Istanbul aveva fatto segnare anche il record del mondo, con la commovente dedica al tecnico Alberto Castagnetti scomparso due mesi prima. «La tappa principale della stagione resta l’Europeo di Berlino del prossimo agosto. Da gennaio cominceremo gli allenamenti tosti. Questa medaglia è una grande iniezione di fiducia». Dopo il bronzo nei 400 di sabato, ottenuto dopo aver strappato la qualificazione per la finale con l’ultimo crono, Federica puntava tutto sui 200. Non aveva voluto parlare di medaglie, ma sapeva che l’oro poteva e doveva essere suo. Aveva deciso di non tuffarsi anche nel dorso, proprio per risparmiarsi in vista della sua gara preferita. «Questa gara la sento mia, mi diverte troppo» aveva detto parlando dei 200. E c’è proprio il divertimento dietro questa ennesima vittoria di Federica. Quel divertimento che è mancato ai Giochi di Londra, e che si spera possa accompagnarla adesso almeno fino a Rio 2016. Intanto, dopo l’argento mondiale della scorsa estate a Barcellona dietro l’americana Missy Franklin, la veneta ha ribadito che almeno in Europa la numero 1 dei 200 è lei. Ora la Pellegrini tornerà in acqua agli Assoluti in vasca lunga di Riccione, in programma giovedì e venerdì prossimi. «A Riccione farò un po’ di gare alternative», ha anticipato Fede, sempre con in testa l’obiettivo primario di nuotare divertendosi. Sorride la Pellegrini ad Herning, e sorride anche il suo ex Filippo Magnini, determinato a non perdere un posto tra i grandi. Il pesarese - che nuotava nella corsia 6, la stessa di Federica - ha inseguito e raggiunto un importantissimo bronzo nei 200 sl, conquistato in ex aequo con l’ungherese Kozma (1’43’’34) alle spalle dei russi Izotov e Lobintsev, mentre è ottavo l’altro azzurro Mitchell D’Arrigo, argento nei 400 sl di giovedì. «Sono felicissimo, sapevo di dover dare il massimo, perché i due russi erano in gran forma. È un crono stupendo, vuol dire che il mio fisico tiene» il commento di un raggiante Filippo, che è poi tornato in acqua con Marco Orsi, Luca Dotto e Federico Bocchia a conquistare un argento nella 4x50 stile dietro alla Russia. A completare l’ultima giornata dei campionati danesi, anche il bronzo di Stefano Pizzamiglio nei 100 misti chiusi dietro ai russi Morozov e Fesikov. L’Italia orfana di Fabio Scozzoli, che lo scorso anno a Chartres aveva conquistato due ori, lascia Herning con un bottino di un oro, cinque argenti e sei bronzi, per un totale di dodici medaglie. Il segnale è buono, e la mente vola già a Berlino.
Federica torna regina
Oro per la Pellegrini nei 200 stile agli europei in Danimarca L’euforia dopo la vittoria: «Questa gara mi diverte troppo»
