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Petko appeso a un filo

Il tecnico si gioca il posto domenica col Livorno «Non ascolto le critiche, siamo solo sfortunati»

Undici giorni fa, contro il Napoli, il pubblico dell'Olimpico si era limitato ai fischi. Ieri sera, durante l'ennesima deludente prestazione con il Trabzonspor, la curva Nord è andata oltre, intonando cori inconfondibili, da «Petko vattene» a «Petkovic ci porta in serie B». I tifosi, insomma, sembrano avere già scelto e il campo sembra dar loro ragione: nella fredda serata dell'Olimpico la Lazio ha deluso ancora, fallendo l'obiettivo del primo posto nel girone fondamentale per meritare un sorteggio meno complicato. Al contrario, lunedì prossimo nell'urna di Nyon i biancocelesti dovranno evitare diverse insidie, dal Valencia al Tottenham, dal Benfica al Siviglia fino al Lione, per citarne solo alcune. Ma questo non è certo l'aspetto peggiore della fredda e deludente serata dell'Olimpico. La sfida al Trabzonspor ha emesso un verdetto chiaro per Petkovic. Domenica pomeriggio la Lazio deve battere il Livorno in quella che al momento è una vera e propria sfida salvezza; in caso contrario, con ogni probabilità il presidente Lotito anticiperà di una settimana la scelta promessa per Natale e il tecnico di Sarajevo potrà cominciare a pensare alla prossima esperienza professionale da ct della Svizzera. Petkovic conosce bene la situazione e prova ad isolarsi ancora. «I fischi e i cori dello stadio? Le critiche sono anche giuste, ma io ero concentrato sulla partita e non ho sentito nulla. Anche stavolta, del resto, non siamo stati fortunati - ha dichiarato il bosniaco a fine partita - ma io guardo avanti con ottimismo e senza ascoltare la voci sulla Svizzera o sui miei possibili successori alla Lazio. Ovunque nel mondo del calcio si vivono queste situazioni, in Italia e a Roma ancora di più, ma sono un professionista pagato per fare questo mestiere: dobbiamo accettare le voci e restare positivi, perché soltanto così possiamo invertire la rotta». Petkovic traccia la linea, ma la partita contro il Trabzonspor ha evidenziato le solite lacune, soprattutto nella costruzione e nella finalizzazione del (poco) gioco espresso dalla squadra biancoceleste. «Non abbiamo mostrato un grande calcio - ha ammesso il tecnico di Sarajevo - ma anche stavolta avremmo meritato di più. Le occasioni le abbiamo avute, ci è mancata un po' di convinzione. Chi vorrei pescare nei sedicesimi? Magari una squadra del centro Europa, ma ora dobbiamo concentrarci sul Livorno e ritrovare l'autostima persa: basta un gol per sbloccarci». Il gol però non arriva. E per Petkovic il tempo a disposizione sembra scaduto. «Non dobbiamo mollare - ha dichiarato il bosniaco - ma rimanere positivi perché domenica contro il Livorno dobbiamo portare a casa i tre punti. Secondo voi questa Lazio non è in grado di vincere la prossima partita? Noi faremo di tutto, vogliamo farci trovare pronti perché è una gara importantissima. Dobbiamo riitrovare il cinismo sotto porta, perché nelle ultime partite abbiamo pagato caro gli errori individuali. Klose? Avevamo deciso insieme di mandarlo in campo negli ultimi minuti: tutto è andato bene, ora vedremo se sarà pronto per giocare dall'inizio la prossima gara». Mai come stavolta la Lazio avrà bisogno del bomber tedesco. Mai come stavolta Petkovic spera di poter avere il miglior Klose. «Livorno decisivo per me? Non lo so. Ma certo vogliamo vincere». Altrimenti sarà addio.

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