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Petkovic vuole la Lazio di Coppa

Europa League Col Trabzonspor per il primato del girone Il tecnico replica alle critiche: «Prendo tutto col sorriso»

Petkovic non ha paura. Nonostante la crisi della Lazio, le critiche sul (non) gioco biancoceleste e il futuro assicurato da selezionatore della nazionale svizzera, il tecnico bosniaco si presenta con fiducia alla sfida di stasera con il Trabzonspor e resta incollato alla panchina biancoceleste: «Credo in questo gruppo e non ho bisogno di rassicurazioni da parte della società. Il colore del nostro momento non è nero, ma rosa». Petkovic non traballa e nega persino l'evidenza dei numeri. Tredicesima posizione in serie A con sei sconfitte in quindici partite ma soprattutto un deprimente penultimo posto nella classifica delle ultime dieci giornate, nelle quali la Lazio ha raccolto appena 8 punti (solo il Livorno, prossimo avversario in campionato, ha fatto peggio ottenendo 5 punti). Ecco perché - nonostante le smentite di rito - le prossime due partite all’Olimpico, stasera con il Trabzonspor e domenica pomeriggio contro i toscani, sono decisive per il futuro del tecnico di Sarajevo. «Non ho bisogno della fiducia del club - ha spiegato Petkovic - sono abbastanza forte per sopportare le critiche col sorriso. Avete scritto e raccontato poche verità sulla situazione e ve ne rendete conto anche voi, ma insistete sempre sulle stesse domande». Stesse domande, stesse risposte e stesso rendimento deludente. Il tecnico bosniaco si difende attaccando, ma sembra incapace di invertire il trend negativo della squadra biancoceleste: anche il presidente Lotito (tutto fuorché un mangia-allenatori) se n’è accorto e per questo sta valutando la migliore soluzione per il male biancoceleste. Se Petkovic dovesse fallire anche i prossimi due esami, la situazione diventerebbe pericolosa e impossibile da gestire. Al vaglio della società biancoceleste restano diverse opzioni - Di Carlo ha rilanciato la candidatura («Ho grandi motivazioni e aspetto la chiamata giusta»), ma i favoriti restano Yakin (eliminato ieri sera dalla Champions e dunque più vicino all’addio al Basilea) e la scommessa Inzaghi, in vantaggio anche su Bollini e Mangia - ma in attesa delle due gare decisive Lotito ha evitato dichiarazioni per non destabilizzare uno spogliatoio già scosso. «Credo in questo gruppo e l'ho detto anche ai ragazzi - ha rivelato Petkovic - poche volte ho avuto l'impressione che i giocatori non stessero dando il massimo. Sono contento per la coesione della squadra e il gioco espresso nelle ultime gare, ci è mancato il risultato ma soltanto per alcuni errori individuali. Ora basta chiacchiere, dobbiamo mostrare il nostro valore in campo: la partita con il Trabzonspor è fondamentale per proseguire la striscia in Europa, per ritrovare la sicurezza perduta in quest'ultimo periodo e arrivare alla sfida col Livorno con un buon morale». Dunque Petkovic non perde il sorriso né la fiducia. Al contrario, il bosniaco ricorda gli ottimi risultati raccolti in due stagioni europee («Una sola sconfitta in 19 gare, una striscia che poche squadre possono vantare») e guarda al futuro con ottimismo: «La retrocessione della Juventus dalla Champions in Europa League è una bruttissima notizia per il calcio italiano - ha ammesso Petkovic - La squadra di Conte diventa una delle favorite della competizione, noi dobbiamo vincere il girone per evitare squadre forti nel sorteggio. Klose? È fondamentale, può fare la differenza da solo e spaventare gli avversari, valuteremo insieme come impiegarlo. Secondo Garcia la Lazio è poco ambiziosa? Mi auguro non sia così. Ma in questo momento loro sono forti e tutto ciò che dicono è accettato, mentre noi siamo deboli e dobbiamo riscattarci sul campo». Per Petkovic è meglio farlo in fretta, se vuole salvare il posto in panchina.

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