Nell’Europa che conta, sopravvive soltanto il Milan. A denti stretti, con lunga sofferenza, difende lo zero a zero dagli assalti dell’Ajax, che ha giocato per più di un’ora in superiorità numerica. Tutto per un inutile fallo omicida di Montolivo su Poulsen. L’Europa League accoglie invece, dopo la Juventus naufragata in Turchia, anche il Napoli, al quale non basta la vittoria con due gol di scarto sull’Arsenal, maturata in un finale bello ma reso vano dal Borussia, che a Marsiglia aveva sprecato tutto il possibile, trovando la rete, e il nuovo vantaggio, soltanto nei minuti conclusivi. Aveva a lungo illuso i tifosi napoletani il pareggio del Marsiglia, resta il merito di averci provato con convinzione. Alla fine, l'Italia calcistica trionfa soltanto sulle panchine, a Carletto Ancelotti fanno seguito, nella promozione, Roberto Mancini e anche Luciano Spalletti, nonostante il crollo del suo Zenit a Vienna, contro l’Austria. Un inferno anomalo, quello che ha inghiottito i sogni europei della Juventus. Le bolge, che hanno come connotato le fiamme, si sono manifestate a sorpresa con neve e ghiaccio, su un campo ai limiti della praticabilità, i campioni d’Italia hanno alzato bandiera bianca, le celebrazioni sono tutte per la squadra di Roberto Mancini. Che ha sorpreso, ma non demeritato una storica vittoria firmata dalla vecchia conoscenza Wesley Sneijder a cinque minuti dalla fine, quando non c’era più tempo per recuperare. Può darsi che il fango abbia illanguidito le doti tecniche della Juventus, però non è che i turchi disponessero soltanto di muscoli e di fisicità, l’autore del gol e l’eterno Drogba sono giocatori di qualità. Anche se all’atto del sorteggio la promozione agli ottavi sambrava un affare in famiglia, un duello per il primato del girone, il Galatasaray ha rispettato il suo ruolo di sorpresa specialmente dopo che Terim, tritato in casa dal Real, aveva lasciato spazio alle ambizioni di rivincita di Mancini, che aveva racolto un’eredità pesante e ha onorato al meglio ilsuo impegno. La Juve deve prendersela con se stessa, quando si vince una partita su sei, quando si lasciano quattro punti ai turchi e uno al Copenaghen, non si possono invocare attenuanti di ordine ambientale, in Italia abbiamo visto campi peggiori. Adesso c’è da decidere con quale spirito affrontare l’Europa League, con la finale in calendario allo JuveStadium. Anche perché i sei punti raccolti, non faranno partire i bianconeri come teste di serie, tra le declassate della Champions. Ma l’idea è che Conte rivolegerà ogni attenzione soprattutto al campionato, un primato da difendere una volta fallito troppo presto il traguardo europeo.
Nella bufera sopravvive solo il Diavolo
di GianfrancoGiubilo Nell’Europa che conta, sopravvive soltanto il Milan. A denti stretti, con lunga sofferenza, difende lo zero a zero dagli assalti dell’Ajax, che ha giocato per più di un’ora in...