Nella vergogna di Varsavia, in quei 153 tifosi laziali e cittadini italiani fermati perquisiti arrestati dalla polizia polacca, c’è tutta la violazione dei più elementari diritti umani. Calpestati, ignorati, infranti. Lo hanno raccontato le testimonianze, le storie di chi quell'incubo lo ha vissuto sulla pelle. Lo ha raccontato chi è stato fermato e perquisito senza ragione, ma soprattutto chi ha passato notti in carcere, chi ancora oggi è in carcere. Detenzione senza che se ne presentassero i motivi, custodia cautelare in attesa del processo, indegne condizioni di vita all’interno delle carceri: questo raccontano gli italiani restrellati dalla polizia polacca, e non a torto, nessuna menzogna. Qualche anno fa se n’è accorta anche Amnesty international, l’organizzazione internazionale per i diritti umani. Nel rapporto del 2010 ha denunciato come la Polonia non abbia rispettato alcune direttive comunitarie in materia di sistema giudiziario: la Corte europea dei diritti dell’uomo, in particolare, ha emesso alcuni verdetti sulla detenzione preventiva e sul sovraffollamento delle carceri. Nel febbraio del 2010, pronunciandosi sul caso Kauczor contro la Polonia, la Corte ha concluso che i numerosi casi di detenzione preventiva eccessivamente lunga rivelavano un «malfunzionamento del sistema giudiziario penale polacco» che aveva danneggiato un gran numero di persone. Proprio quello che è successo a molti dei tifosi biancocelesti. Invece nel caso Jamrozy, nel settembre 2010, la Corte ha stabilito che la durata estesa della custodia cautelare, fino a più di due anni, violava il diritto a un processo entro un termine ragionevole o al rilascio in attesa del procedimento. Infine nell’ottobre dello stesso anno la Corte ha sentenziato che la Polonia aveva violato il divieto di tortura o di trattamenti degradanti: Krzysztof Orchowski aveva trascorso la maggior parte della sua reclusione in una cella con uno spazio inferiore a tre metri quadrati e, talvolta, a due. Certe testimonianze sono invenzioni degli italiani?
Torture e violenze. Quelle celle sono un inferno
Nella vergogna di Varsavia, in quei 153 tifosi laziali e cittadini italiani fermati perquisiti arrestati dalla polizia polacca, c’è tutta la violazione dei più elementari diritti umani. Calpestati,...
