VARSAVIA Ci siamo. Oggi è il grande giorno per sei tifosi laziali attualmente nel carcere di Bialoleka, si presenteranno davanti al giudice e sperano di poter essere rilasciati e finalmente poter lasciare la Polonia e far ritorno a Roma. Hanno avuto nella prima udienza condanne che variano dai due ai sei mesi di carcere più il Daspo europeo per tre anni. Il reato è adunata sediziosa. Il 28 novembre hanno partecipato al corteo che avrebbe dovuto portare 500 sostenitori biancocelesti alla «Pepsi Arena» per assistere alla sfida contro il Legia, anche se non erano in testa al gruppo sono finiti nella retata. Si parte alle 10.30 con i primi due, poi altri quattro verso le 12.30. C’è la speranza che già nel pomeriggio possano ritenersi cittadini liberi. Il procuratore ha chiesto di commutare le pene in una sanzione pecuniaria di 1.000 euro, gli avvocati dei ragazzi cercheranno di abbassare questa cifra anche se tutti i genitori sono disposti al sacrificio economico pur di chiudere questa pagina vergognosa per la giustizia europea. I legali sono al lavoro, da Privitera che difende la maggioranza dei ragazzi, a Warcol dello studio Wasoski, tutti stanno facendo il possibile per accelerare i tempi ma si scontrano con la lentezza e la severità dei magistrati polacchi che non vogliono derogare alle ferree leggi di queste parti. Intanto, come detto, oggi dovrebbero cominciare a uscire sei ragazzi, domani invece lo stesso tipo di udienza sarà riservata agli altri quattro dei dieci tifosi già condannati la scorsa settimana. Mercoledì un giorno di pausa, poi giovedì e venerdì toccherà ai dodici rimasti, quelli che saranno costretti a passare qualche notte più in prigione rispetto agli altri. Se non altro ormai sono tutti insieme in diverse celle e quindi hanno la possibilità di dividere gli stenti con amici che col passare dei giorni sono diventati fratelli. Urlano da una cella all’altra «dai laziali non molliamo», per non farsi prendere dallo sconforto ma nel pieno rispetto dell’inno ufficiale della loro squadra del cuore e del mondo degli ultras non arretrano di un metro. Gli ultimi dodici, anche loro, saranno costretti ad ammettere colpe non commesse, dovranno spiegare ai magistrati polacchi che hanno partecipato all’adunata sediziosa accollandosi ogni responsabilità: riceveranno in cambio, si fa per dire, una pena di 2 anni di carcere, cinquecento euro di multa più 100 da devolvere in beneficenza (beffa delle beffe) ma ci sarà la condizionale e quindi potranno rientrare a Roma con l’obbligo di non commettere più reati del genere in Polonia nei prossimi cinque anni ma difficilmente qualcuno di loro vorrà tornare sul suolo polacco. All’ambasciata che riaprirà i propri uffici a pieno ritmo stamattina dopo due giorni in cui sono stati presi in esame i casi urgenti (è il caso di due genitori che non erano ancora riusciti a vedere il proprio figlio a Bialoleka), c’è la convinzione che in questa settimana la situazione dovrebbe essere risolta anche se la ferita non sarà rimarginata tanto velocemente dai 22 ragazzi che hanno scoperto in una folle notte polacca la durezza del carcere.
Incubo finito per sei ragazzi Oggi il primo giorno di libertà
dall'inviato VARSAVIA Ci siamo. Oggi è il grande giorno per sei tifosi laziali attualmente nel carcere di Bialoleka, si presenteranno davanti al giudice e sperano di poter essere rilasciati e...
