Dopo il cioccolato svizzero e la cialda francese a confezionare il wafer gigante per il sorteggio mondiale, si torna al campionato, turno condizionato dagli anticipi imposti dalla Champions. Ha già svolto il suo compitino la Juventus, che dunque può gestire con assoluta serenità le ore di vigilia che la separano dalla trasferta a Istanbul, decisiva per arrivare agli ottavi di finale europei. Possibili insidie soltanto dall'ambiente, i turchi di Mancini stentano anche in campionato, non dovrebbero far paura. Ma in Italia i campioni viaggiano a ritmi proibitivi, sette vittorie nelle ultime partite e zero gol subiti, soltanto la Roma ha una difesa migliore, ma intanto ha sei punti da recuperare sula vetta e il primo tentativo di tornare alla vittoria dopo la serie di pareggi è di quelli tosti. La Fiorentina dei tanti ex giallorossi era partita con ambizioni superiori a quelle della nuova Roma, è quarta nonostante gli alti e bassi, è la sola ad avere battuto la Juve, ha tanta qualità, il recupero di Pepito Rossi ha reso meno pesante la rinuncia temporanea a Mario Gomez. Totti va in panchina, Ljajic preferito a Borriello fisicamente non al meglio. Ci vorrà la Roma dei giorni migliori, all'ora di pranzo con un Olimpico gremito, da temere soprattutto il possibile mismatch tra Cuadrado e Dodò sulla fascia sinistra. Secondo posto alla portata del Napoli, che per tre volte se lo prende e altrettante lo butta via. L'Udinese aveva giocato meglio, l’ha castigata due volte un Pandev sontuoso, un autogol e un incerto Rafael hanno riportato l'equilibrio, subito spezzato da Dzemaili, Ma Dusan Basta ha pareggiato ancora. Aiutino arbitrale, mancato rosso a Maggio, Napoli atomico in attacco, allarmante in difesa: e l'Arsenal è in arrivo. Nelle zone che in prospettiva consentono speranze d'Europa, la Lazio deve ritrovare punti e soprattutto fiducia, la stessa che per ora la società ha garantito a Petkovic nonostante un lungo addio annunciato. Tra i possibili successori del tecnico bisniaco ci sarebbe anche Giampiero Ventura, che oggi tenterà di avvilire le velleità laziali con il suo Torino, in buon momento e con un Cerci che sentirà la partita quasi come un derby. Chiuderà il sipario la notturna di San Siro, dove con il suo Parma Cassano vorrà farsi rimpiangere, lui che però di maglie ne ha indossate, e cambiate, decisamente troppe. Frenata per la rincorsa del Milan, perfino sotto a Livorno dopo il fulmineo vantaggio iniziale. Ma nel finale Balotelli, che aveva già firmato un gol facile, trova una punizione capolavoro e poi colpisce la traversa, è lui l'assoluto protagonista.
Test importante ma il ritmo Juve è proibitivo
di Gianfranco Giubilo Dopo il cioccolato svizzero e la cialda francese a confezionare il wafer gigante per il sorteggio mondiale, si torna al campionato, turno condizionato dagli anticipi imposti...