Finalmente anche il Governo si occupa dei tifosi laziali detenuti in Polonia dopo la partita contro il Legia di giovedì prossimo. Alle 12 è intervenuta alla Camera il sottosegretario Marta Dassù, vice-ministro agli Affari Esteri: «Il Governo italiano esprime una ferma condanna per ogni atto di teppismo, ma ci aspettiamo che un Paese amico e partner come la Polonia tuteli i nostri connazionali. Il ministro degli Esteri, Emma Bonino, ha avuto un colloquio con il suo omologo polacco nel quale ha formalmente chiesto di adoperarsi affinchè siano liberati tutti gli italiani trattenuti a Varsavia, anche dietro pagamento di cauzione in attesa di processo, e ha chiesto di fare chiarezza sull'intera vicenda». Il legale Roberto Privitera, che sta seguendo il caso dei tifosi laziali fermati in Polonia, ha incontrato i familiari dei giovani trattenuti lo scorso due dicembre e «ha prospettato loro la possibilità di presentare la richiesta di rimessa in libertà» per i 22 tifosi ancora detenuti a Varsavia, «che è stata presentata stamattina». I tifosi laziali fermati a Varsavia dopo gli scontri con la tifoseria locale «raccontano di essere stati trattati malissimo, con pochissimo cibo e poca acqua». Denunciano, inoltre, «che un limitato gruppo di tifosi aveva avuto comportamenti ostili nei confronti della polizia locale, mentre la maggioranza non aveva nulla a che fare» con gli scontri. I tifosi sostengono, inoltre, che alcune ricostruzioni «sono state inventate dalle forze di Polizia in sede di rito abbreviato». «Tra mercoledì e giovedì - ha spiegato il viceministro - sono stati fermati 149 connazionali. Sarebbero state rinvenute armi improprie», tra queste «mazze, coltelli e un'ascia». «Dopo il rito abbreviato, 22 dei 149 trattenuti sono rimasti a Varsavia, tutti gli altri sono stati liberati, alcuni dietro pagamento di un'ammenda». I 22 trattenuti in Polonia verranno «processati per direttissima o sottoposti a indagini preliminari per 2 mesi. Tutti potranno chiedere il rilascio su cauzione». Dassù ha fatto il punto anche sul lavoro portato avanti in questi giorni dall'Ambasciata italiana in Polonia, con due incontri con i sottosegretari all'Interno e alla Giustizia polacca, mentre «in queste ore l'ambasciatore è a colloquio con il ministero della Giustizia». Ai sottosegretari, l'ambasciatore italiano ha riportato «tutti gli interrogativi e i dubbi» sulla vicenda. Dura la presa di posizione di Giorgia Meloni (Fdi) «C'è voluto un nostro intervento per mettere fine al silenzio assordante del governo, del sindaco di Roma e del ministro degli Esteri, che è intervenuto tre giorni dopo i fatti accaduti. Non ci è chiaro ancora oggi -ha aggiunto Meloni- cosa stia facendo il governo per chiedere conto di un trattamento inaccettabile e per tutelare i diritti dei cittadini ancora detenuti. Chiediamo di sapere quando verranno rilasciati i 22 tifosi ancora detenuti. Il presidente del Consiglio Letta che tra due giorni sarà a Varsavia per un vertice bilaterale, chieda al primo ministro polacco le ragioni del trattamento riservato ai cittadini italiani». Sulla stessa linea anche Luca D’Alessandro (FI): «Se qualche tifoso ha commesso reati deve pagare ma non c'è dubbio che a Varsavia, nei confronti dei tifosi della Lazio, è stata messa in atto una «retata preventiva».. Al contrario delle rassicurazioni fornite dal vice ministro, «abbiamo raccolto parecchie lamentele di parenti e genitori. Siamo di fronte a comportamenti gravi delle autorità polacche, perchè non abbiamo avuto notizia di scontri tra tifoserie ma c'è stata una retata preventiva, dove sono stati violati i più elementari diritti. Di fronte a questa situazione c'è stata una reazione molto lenta della autorità italiane. Non chiediamo solo la scarcerazione dei 22 tifosi ancora detenuti ma -ha concluso D'Alessandro- una presa di posizione molto più ferma del governo nei riguardi delle autorità polacche che non hanno tenuto un comportamento degno di un Paese europeo».
Il Governo riferisce alla Camera sul caso dei 22 laziali
Finalmente si muovono le istituzioni dopo gli ignobili fatti di Varsavia
