«Milano è più forte di Roma. Sempre». Parola di Umberto Bossi, che lancia l’ennesima sfida alla Capitale. Anche stavolta ci sono in ballo le Olimpiadi. Quelle del 2024. Il Senatùr passeggia in Transatlantico prima d’entrare in aula per la votazione diretto verso la bouvette della Camera. Quando sente parlare di Giochi Olimpici si ferma e ribadisce: stavolta deve toccare al Nord, a Milano. Lo «sgarbo 2020» non è mai stato digerito dal Carroccio. In quell’occasione il Coni, dopo aver valutato i dossier, scelse di candidare Roma a scapito di Venezia. Il governatore del Veneto, il leghista ed ex ministro Luca Zaia, non la prese bene. E con lui tutto lo stato maggiore di via Bellerio. Come finì la storia è noto: il premier Mario Monti al momento di firmare la lettera con la garanzie finanziarie richieste dal Cio, si tirò indietro, parlando di rinuncia «dolorosa» ma necessaria. Non sarebbe stato «responsabile» da parte dello Stato fornire garanzie in un momento in cui il governo varava riforme dolorose per evitare il default e far rientrare lo spread sotto il livello di guardia. Ora la situazione sempre essere diversa. Il premier Enrico Letta ci crede, sostiene che le condizioni per sostenere una candidatura italiana all’edizione 2024 dei Giochi ci siano. E la sfida tra Roma e il Nord si ripropone. La sfidante è ben attrezzata: l’Expo 2015 porterà investimenti e infrastrutture. E la Lega Nord ci crede. Ai primi di ottobre si parlò d’un accordo tra il sindaco di Roma Ignazio Marino (Pd) e quello di Milano Giuliano Pisapia (Sel): a Roma le Olimpiadi, a Milano gli Europei di calcio 2020, per la prima volta itineranti in più citta europee. Un’intesa che fece storcere il naso al governatore della Lombardia e segretario del Carroccio, Roberto Maroni. Alla fine deciderà il Coni. Roma nella propria faretra ha due frecce: il dossier per l’edizione 2020 da modificare e migliorare, ma già pronto; e il Giubileo 2025: il costo di alcune infrastrutture dovrebbe comunque essere sostenuto per l’Anno Santo, che, come per il 2000, porterà ingenti risorse. Ma Umberto Bossi non è disposto a fare sconti. Anzi. «Milano è celtica - dice - È sempre più forte di Roma. Ha le carte in regola per ospitare i Giochi, soprattutto dopo l’Expo 2015». Il Senatùr sulla condizione economica del Paese e della Lombardia è netto: «Le condizioni ci sono». E su un eventuale ripensamento futuro del governo dice: «Stavolta speriamo di no...».
Il Senatùr su Roma «Milano è più forte»
Bossi e la Lega Nord pronti a dare battaglia «Stavolta il governo non si tiri indietro»