Sport

Dietro gli ultras della Nocerina l’ex presidente Citarella

Intanto il giudice ha dato la vittoria a tavolino alla Salernitana

È un’inchiesta magmatica quella sul derby farsa tra Salernitana e Nocerina. Gli inquirenti sono al lavoro per visionare i filmati e le foto del turbolento faccia a faccia di domenica tra i giocatori e i tifosi, nel ritiro di Mercato San Severino, e dei caroselli di auto che nel pomeriggio hanno attraversato la città di Nocera Inferiore per festeggiare la sospensione della partita. In quei fotogrammi, in quelle proiezioni sono state notate facce di soggetti ben noti agli investigatori, perché legati ad organizzazioni camorristiche locali. Già da alcune ore, l'impressione che si trattasse di una vicenda tutta legata al mondo ultras è andata affievolendosi per lasciare il posto a uno scenario in cui i clan dell'Agro-Nocerino-Sarnese potrebbero aver avuto un ruolo nell'organizzazione e nella gestione delle violenze di piazza. Se così fosse, il fascicolo passerebbe dalla Procura di Nocera Inferiore a quella di Salerno, competente per i reati di stampo mafioso. Un altro fronte d'interesse investigativo porta, invece, ai rapporti tra le frange più violente dei supporters e l'ex presidente del club Giovanni Citarella, imprenditore edile con un passato a fosche tinte arrestato qualche mese fa in un'inchiesta per appalti pilotati della Provincia di Salerno. In ogni caso, l'atteggiamento dei calciatori, interrogati dagli agenti della Digos, non sta aiutando granché perché molti di loro hanno minimizzato l'accaduto parlando di un contesto ostile, di «minacce ambientali», senza però alcuna personalizzazione. «Non siamo criminali, siamo solo ultras innamorati della nostra passione», si è difeso il consigliere comunale Pino Alfano, rimettendo le deleghe allo Sport nelle mani del sindaco di Nocera Inferiore Manlio Torquato. Alfano aveva partecipato all'incontro di domenica mattina nell'hotel dove alloggia la Nocerina. «Ero là - ha detto l'esponente dei Riformisti - non c'è stata nessuna minaccia, posso testimoniarlo. Vado regolarmente allo stadio con mia figlia e mai avrei appoggiato minacce ai nostri calciatori». Il politico fa parte dei 23 tifosi finora denunciati all'autorità giudiziaria e destinatari del Daspo. È quasi certo, comunque, che la «pressione» dei tifosi sulla società abbia avuto inizio ben prima di domenica. La partita con la Salernitana, infatti, è da sempre considerata l'appuntamento clou della stagione, tant'è che già nel giugno scorso in città era comparso lo striscione «Ora dateci Salerno». Cartelli inneggianti alla trasferta all'Arechi erano poi spuntati sugli spalti in occasione dei match con il Gubbio e con il Perugia. Tracce che oggi vengono rilette con grande attenzione. La tensione, a Nocera, resta comunque alta e non solo per il falso allarme bomba in una scuola, ieri mattina. I giocatori hanno annullato l'allenamento e sono rimasti tutto il giorno in albergo dove sono stati raggiunti dalla decisione del giudice sportivo che ha inflitto loro il 3 a 0 a tavolino. Intanto, i tifosi salernitani hanno presentato una denuncia per costituirsi parte civile nel processo e chiedere il rimborso del biglietto e i danni morali.

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