Nei limiti arbitrari di classificazioni di tale tipo, molto più dell'Italia-Germania nella storica semifinale del 17 giugno allo stadio Azteca di Città del Messico nella Coppa del mondo del 1970, il 6-3 inflitto dagli ungheresi agli inglesi merita essere classificato come «partita del secolo». Lo fu per un esito che azzerò tattiche e schemi di gioco, per la pesantezza della mortificazione imposta agli antichi depositari della scienza calcistica, lo fu per aver infranto una quasi centenaria imbattibilità, lo fu infine per vistosità di punteggio. Trascorsero sei mesi dall'incontro di Wembley. Il 23 maggio 1954, l'Inghilterra restituì visita ai magiari. Si giocò allo Stadio del popolo di Budapest, presente l'intero apparato buropolitico ungherese, István Dobi presidente della Repubblica, Mátyás Rákosi segretario del partito dei lavoratori e Imre Nagy, capo del governo, due anni dopo vittima sacrificale, insieme con studenti, operai e borghesi, dell'intervento dei carri armati sovietici e della miserabile repressione stalinista. Se il risultato di Wembley era stato, per la sua imbarazzante originalità, traumatico, quanto accadde a Budapest fu insieme un insulto alla storia, la conferma d'una avvenuta rivoluzione e la constatazione di un definitivo passaggio di consegne. Sette volte il povero Gilbert Harold Merrick fu costretto ad inchinarsi e raccogliere il pallone dentro la propria porta. Una sola volta toccò a Gyula Grosicz. Si scrisse, all'indomani del 7-1, di «una danza ubriacante, un accavallarsi di folletti, s'è visto oggi nel verde tappeto dello Stadio del popolo: è stato il simbolo della definitiva decadenza del calcio inglese». Di quella catalessi agonistica furono testimoni diretti, sul terreno di gioco, tre italiani, investiti della terna arbitrale: Giorgio Bernardi, bolognese, Riccardo Pieri da Trieste, Renzo Massai da Cascina. Della prestazione dell'arbitro, l'Unità, quotidiano del Partito comunista italiano, presente con due inviati all'evento, riportò all'indomani il giudizio: l'operato dell'arbitro Bernardi è stato vivamente applaudito.
La disfatta sotto gli occhi della terna arbitrale italiana
Nei limiti arbitrari di classificazioni di tale tipo, molto più dell'Italia-Germania nella storica semifinale del 17 giugno allo stadio Azteca di Città del Messico nella Coppa del mondo del 1970, il...
