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Ma la cosa migliore è farli giocare insieme

di Luigi Salomone Marchetti appoggia a Ledesma che apre per Biglia, lancio per Candreva, cross perfetto e Klose realizza senza problema un altro gol. Ecco l’azione perfetta, quella sognata dai...

Marchetti appoggia a Ledesma che apre per Biglia, lancio per Candreva, cross perfetto e Klose realizza senza problema un altro gol. Ecco l’azione perfetta, quella sognata dai laziali di buona volontà, quelli che capiscono di calcio e non si arrendono alla prima sconfitta (quella in Supercoppa) per bocciare un binomio per palati fini. Già, perché Ledesma e Biglia hanno giocato insieme soltanto contro la Juve, ma poi l’esperimento non è stato più ripetuto con la giustificazione parziale dei problemi fisici dell’ultimo arrivato. In questi giorni il mondo Lazio, abituato a dividersi su qualsiasi cosa, anche quelle inutili, sta facendo nascere il partito dei «bigliati» opposti fieramente ai «ledesmati», di sicuro la maggioranza. L’ex del’Anderlecht è più elegante, sbaglia meno passaggi, ha più qualità quasi Ledesma fosse uno che sa solo difendere, quasi fosse un mediano podista camuffato da regista. No, è solo un centrocampista moderno che sa fare entrambe le fasi di gioco con le sue peculiarità, ma con un risultato finale straordinario per quanto visto in questi anni. Senza dimenticare la disponibilità a giocare anche quando aveva un ginocchio scricchiolante o una caviglia in disordine. Sempre lì a combattere, raddoppiare correndo in aiuto al compagno in difficoltà, tamponare, impostare, litigare con qualche arbitro presuntuoso, oltre che segnare qualche gol pesante. Ma il bivio esiste perché qualcuno si diverte a creare un dualismo inesistente tra due amici fuori e dentro il campo, argentini entrambi, schivi tutti e due, ma pronti a dare il massimo per la propria squadra. Ecco perché, anche ricordando la coppia Ledesma-Matuzalem (con loro insieme si è vista una delle migliori Lazio), sarebbe un autogol clamoroso, autoloesionismo allo stato puro, non studiare una formula tattica che non penalizzi nessuno dei due. Sfruttarli da soli per un giusto turn-over è una scelta ovvia, soprattutto quando ci sono tre partite in una settimana, ma prevedere anche delle gare in cui possano mettersi lì in mezzo insieme per dare alla Lazio tutto quello che si chiede: quantità e qualità per restare tra le migliori del campionato italiano sognando un’altra stagione da protagonista in Europa League.

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