Sport

E adesso con il Napoli si giochi anche a Katmandu

di Tiziano Carmellini «A ridatece la Roma!». «La Roma è morta», «Via Pallotta, Sabatini», «Infami», «Indegni»... Di tutto e di più s’era detto poco più di quattro mesi fa. Era il capolinea del 26...

«A ridatece la Roma!». «La Roma è morta», «Via Pallotta, Sabatini», «Infami», «Indegni»... Di tutto e di più s’era detto poco più di quattro mesi fa. Era il capolinea del 26 maggio spartiacque indelebile della storia romanista. C’era chi aizzava odio, chiedeva sputi, cercava colpevoli e voleva vedere appesi per i piedi gli stessi signori che oggi invece acclamano. Perché questa Roma, capolista incredibile che gioca un calcio pazzesco e continua a mettere in fila il campionato, è figlia degli stessi uomini. La palla gira, il vento cambia, e anche chi si ostinava a remar contro ora verrà travolto dalla marea giallorossa, da quell’euforia che sta ubriacando i tifosi della Roma: quelli veri. E poco importa se la sbornia lascerà un gran mal di testa. Con un Totti così, ma soprattutto con un gruppo così forte e che gioca questo calcio, anche lo scoglio-Napoli può essere aggirato. C’è il corteo dei no-tav?E chissenefrega, questa Roma può andare a giocare contro la squadra di Benitez anche a Katmandu: a testa alta. Il segnale arrivato ieri sera da San Siro è chiarissimo, per tutti: la Roma c’è e stavolta fa paura davvero! Anche a certi «romanisti»... o presunti tali.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.