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Se lo «spezzatino» danneggia lo chef

Francesca Schito Affacciarsi alla finestra la domenica mattina, controllare che tempo fa e decidere se andare allo stadio. Prendere la vespa e parcheggiarla sotto i botteghini, comprare il...

Affacciarsi alla finestra la domenica mattina, controllare che tempo fa e decidere se andare allo stadio. Prendere la vespa e parcheggiarla sotto i botteghini, comprare il biglietto ed entrare all'Olimpico. Un rito che ormai è rimasto solo nella mente dei vecchi tifosi, spazzato via dal calcio moderno. Adesso c'è il calcio spezzatino, il lunch match, il monday night. E poi la Champions il martedì e il mercoledì, l'Europa League il giovedì, la Serie B, insomma, una settimana piena. Il calendario delle partite è deciso dalle televisioni e quindi quasi ogni sera si gioca. A risentirne, oltre ai tifosi «vecchia maniera», sono i ristoratori romani. «Ogni volta che gioca la Roma in notturna sappiamo che il nostro incasso serale calerà del 50 se non addirittura del 60% - racconta Michele, proprietario di diversi ristoranti della capitale - stesso discorso quando gioca la Lazio, le percentuali sono leggermente più basse, si attestano tra il 30 e il 40% ma è sempre un calo netto». Se si considera poi che le partite si giocano o il sabato o la domenica, i giorni clou per i ristoranti, è evindente che la mazzata sia decisiva. Il contraccolpo è leggermente attenuato per i ristoranti nei pressi dello stadio che decidono di tenere aperta la cucina fino a tardi, anche se il risultato finale della partita influenza gli umori degli eventuali clienti. Non basta consultare il calendario della Serie A, tagliare il personale, limitare la spesa in previsione di quella che sarà una serata fiacca, anche prese le debite precauzioni la situazione è grave. Questo è il grido di aiuto lanciato dai ristoratori: un tentativo, forse vano, di riportare le partite a orari più tradizionali. Calendario alla mano, dall'inizio del campionato fino a Natale, quindi prendendo in considerazione le prime 17 partite di questa stagione, la Lazio giocherà di domenica alle 15.00 nove partite, solo cinque la Roma. Tutte le altre sono anticipi e posticipi. Addio dunque ai ristoranti, il tifoso o andrà allo stadio o guarderà la partita in casa, da solo o in compagnia. A questo punto, l'unico tentativo per alleviare i segnali della crisi, è tornare alle antiche tradizioni almeno in campo culinario e puntare su un must: il pranzo della domenica.

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