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Sette sorelle alla riscossa

Passa la linea voluta da Juve, Inter e Roma

La battaglia è rinviata. Nonostante le avvisaglie tutt'altro che pacifiche, la prima riunione della Lega di serie A per discutere sulle modalità di vendita dei diritti televisivi per il triennio 2015-18 si è conclusa con un clima insolitamente sereno. Nessuno scontro fratricida tra i venti club, anche e soprattutto perché il tempo delle decisioni è ancora lontano: il bando per la cessione dei diritti tv va pubblicato entro la prossima primavera, dunque c'è tutto il tempo per discutere e nel caso litigare. Per ora, in modo intelligente, i 13 club «conservatori» hanno accolto le riflessioni avanzate dalle 7 società «dissidenti» in una lettera inviata alla Lega a fine agosto. Le nuove «sette sorelle» - Juventus, Inter, Roma, Fiorentina, Sampdoria, Sassuolo e Verona - avevano chiesto «un processo di sviluppo innovativo» per incrementare gli introiti complessivi della serie A (circa un miliardo di euro a stagione tra il 2012 e il 2015), criticando anche il lavoro svolto da Infront. L'Assemblea di Lega, pur difendendo il lavoro dell’advisor («Il contratto scade nel giugno 2016 - ha spiegato il presidente Maurizio Beretta - e le società gli daranno seguito, anche perché l’accordo con Infront prevede un guadagno minimo garantito»), ha ascoltato e appoggiato l’esigenza manifestata dalle sette sorelle, fissando per venerdì prossimo un nuovo incontro per testare il mercato televisivo. La via è segnata: il 20 settembre l’Assemblea di Lega ascolterà i dirigenti di Sky Sport, Mediaset e Rai, oltre ai responsabili di Infront e Mp&Silva (advisor per la vendita dei diritti tv sul mercato estero), per «un’indagine ricognitiva iniziale», come spiegato dall’amministratore delegato della Fiorentina Sandro Mencucci. «Vogliamo capire quali sono le prospettive per il futuro - ha aggiunto il dirigente viola - non vogliamo andare contro Infront, ma solo adottare un nuovo metodo di lavoro, condiviso in Assemblea da tutti i club». Tutti uniti per massimizzare i profitti, dunque. Almeno sulla carta, quando manca ancora oltre un anno alla vera e propria trattativa per la cessione dei diritti tv. «I venti club hanno obiettivi comuni e desiderano incassare più quattrini possibile», ha dichiarato l’ad del Milan Adriano Galliani. «Il nostro campionato, con un introito di circa un miliardo di euro l'anno, è secondo in Europa davanti a Spagna, Germania e Francia - ha spiegato Beretta, ricordando anche l’esito negativo della votazione relativa all’introduzione del quarto sponsor sulla maglia da gioco e la prossima ripresa dei contatti con l’Associazione calciatori per il rinnovo del contratto collettivo, in scadenza a giugno 2014 - Dobbiamo ripartire da questo dato». E magari fare meglio, senza litigare: obiettivo tutt’altro che scontato, nonostante le premesse.

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