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Bolt cannibale, oro anche nei 200

Atletica Ai Mondiali secondo trionfo per il giamaicano Nel salto in alto la Trost si ferma sul più bello: è settima

MOSCA Parla ancora giamaicano la velocità mondiale con Usain Bolt che ieri ha infiammato un rinato stadio stadio Luzhniki fimando la migliore prestazione mondiale dell’anno nei 200 metri con un 19.66. Il crono è testimone della suo stato attuale di forma: niente di eccezionale rispetto agli standard del passato, quanto basta però per precedere il connazionale Warren Weir (primato personale di 19.79) e lo statunitense Curtis Mitchell (20.04). Il «fulmine» è uscito dalla curva con due metri vantaggio e ha poi amministrato il bottino senza spingere più di tanto, quasi a risparmiarsi in vista dell’impegno odierno con la 4x100. Poteva essere anche un sabato italiano, ma Alessia Trost ha pagato l’inesperienza nella pedana dell'oro di Sara Simeoni ai Giochi del 1980. La ventenne friulana è entrata bene a 1.89 e ha continuato meglio a 1.93 secondo il suo schema mentale della vigilia, ma a 1.97 si è arenata accontentandosi del settimo posto. La gara è stata vinta dalla russa Svetlana Shkolina che ha stabilito il primato personale a 2.03 precedendo l'americana Brigetta Barrett, miglior misura stagionale con 2.04 (ferma stavolta a 2 metri) e la spagnola Ruth Beitia (1.97) alla pari con la campionessa uscente Anna Chicherova. A quota 1.97 si portava quindi a casa un metallo che per Alessia era possibile, molto possibile. «Stavo bene – le parole dell’allieva di Gianfranco Chessa – forse dovevo indietreggiare al secondo tentativo, è stata solo una questione tecnica, la testa non c’entra. Prima della gara ero serena , la pedana era perfetta, anche il clima». Si è ben comportato il quartetto del miglio femminile con Chiara Bazzoni, Marta Milani, Enrica Spacca, e Libania Grenot che hanno chiuso al sesto posto in 3:27.39 prima di una contestata squalifica perché la Grenot ha perso il testimone sulla linea di arrivo a causa di botta data dall’avversaria. Boato per la premiazione delle ragazze di casa che con 3:20.19 hanno preceduto le statunitensi (3:20.41). L’etiope Meseret Defar ha vinto i 5000 in 14:50.19 battendo in volata la keniana Mercy Cherono (14:51.22) mentre la maratona maschile ha laureato campione del mondo l’ugandese Stephen Kiprotich che ha chiuso la sua fatica in 2h09.51. Finisce invece in semifinale la corsa nei 100hs di Marzia Caravelli. La friulana è settima in 13.06 (-0.6 m/s), piuttosto delusa della sua prestazione. Intanto sono state definite le formazioni azzurre per le staffette veloci impegnate nell’odierna giornata conclusiva della rassegna iridata (batterie e nell’eventuale finale). La 4x100 donne verrà schierata con Audrey Alloh, Marzia Caravelli, Ilenia Draisci e Martina Amidei, quella uomini con Michael Tumi, Matteo Galvan (già protagonista a Mosca nei 400 metri con il personale portato a 45.39), Diego Marani e Delmas Obou, mentre alle 14:45 sarà la volta di Fabrizio Schembri che affronterà la finale del salto triplo. TV Raisport 1 e Eurosport: 13.40-18.15.

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