Scambiatevi un segno di pace, aveva proposto Papa Francesco. Un altro appello evangelico aveva però raccolto l'Italia, l'invito a porgere l'altra guancia. Le amichevoli estive non fanno per noi, l'Argentina rischia di dilagare, ci tiene a galla Marchetti, il gol di Insigne è soltanto un buffetto consolatorio. Quando arrivano gli argentini, gli incroci con Napoli sono sempre micidiali, a partire dalla sede della semifinale mondiale a casa di Maradona. Stavolta è Higuain, la nuova stella del San Paolo, ad aprire la strada all'ennesimo insuccesso di fine estate, del resto è una vita che gli Azzurri non battono una Nazionale sudamericana, la legge non perdona. Ritmi meno soporiferi del prevedibile nel primo tempo, in cui ha fatto la differenza, per mezz'ora buona, il talento dell'attacco argentino e dei suoi supporti, De Maria e Lamela, specialisti nel saltare l'uomo in spazi stretti. Meglio nel quarto d'ora finale, l'Italia, grazie alla fascia destra presidiata da Candreva, con qualche incursione di Maggio. Troppo solo Osvaldo, qualche lampo di De Rossi, però ha sbagliato il disimpegno che ha portato al gol di Higuain, penso che il Napoli non ci abbia rimesso, nel saldo tra l'addio a Cavani e l'approdo della punta dal Real. Al solito, poco attendibile la ripresa, troppi i cambi per consentire un bilancio del gioco. Da Prandelli, un occhio di riguardo per Lazio e Juventus, Pirlo fermo in panchina. Esaurita questa autentica maratona di amichevoli, con qualche scarsa concessione alle qualificazioni mondiali, l'Italia dei club comincia presto a fare sul serio, tra domenica e martedì due appuntamenti molto significativi. La serata festiva apre ufficialmente il calendario nazionale con la Supercoppa a Roma, due giorni dopo l'impegno del Milan nei playoff della Champions, sul campo di quel Psv Eindhoven che il calcio italiano ha saccheggiato, con la Roma che ha portato a casa Strootman, vincendo concorrenze pesanti, e con il Napoli che si è preso Martens, altro giovane di grandi prospettive. Qualche motivo di apprensione per la Lazio dall'amichevole di Copenaghen, dove il Cile ha imperversato ai danni dell'Iraq. Ma Petkovic non si sarà soffermato tanto sui gol di Alexis Sanchez, quanto sulla prova maiuscola di Vidal, e si sapeva, ma anche di Isla che appariva tornato ai livelli delle grande promesse udinesi. Anche Vucinic a segno con il Montenegro, insomma la Juventus non sarà quella umiliata e offesa con l'ultimo posto nella Guinness Cup. Ma questo la Lazio lo sa benissimo, ed è pronta alla replica.
I test estivi non fanno per noi
di Gianfranco Giubilo Scambiatevi un segno di pace, aveva proposto Papa Francesco. Un altro appello evangelico aveva però raccolto l'Italia, l'invito a porgere l'altra guancia. Le amichevoli estive...