L’Italia del fioretto vince anche contro il proprio passato. Il trionfo della squadra maschile di fioretto nella giornata conclusiva dei mondiali di Budapest, infatti, non è un trionfo come tutti gli altri. Aveva fatto troppo male l’abbandono dell’ex ct Stefano Cerioni, il condottiero che aveva accompagnato per mano i ragazzi e le ragazze per otto lunghi anni, due cicli olimpici nei quali l’Italia è stata la dominatrice. La sua mancanza si era fatta sentire, come aveva affermato Valerio Aspromonte dopo aver conquistato il bronzo nella prova individuale. Gli azzurri sapevano che prima o poi avrebbero dovuto affrontarlo di nuovo: è già capitato alle donne, con Arianna Errigo nella semifinale della prova individuale, ieri è toccato agli uomini nella semifinale della gara a squadre. Una gara epica, nella quale Andrea Baldini ha trascinato gli italiani nella conquista del 45-44, risultato di misura che è servito per piegare la compagine guidata dall’ex ct azzurro. A 49 secondi dal termine, infatti, l’Italia era sotto per 43-41. Il livornese ha tirato fuori tutta la sua classe, portando avanti una rimonta che resterà per lungo tempo negli occhi degli appassionati. La finale contro gli Stati Uniti è semplicemente un’apoteosi di una storia che, dopo la semifinale, appariva già scritta: il quartetto composto da Andrea Baldini, Andrea Cassarà, Valerio Aspromonte e Giorgio Avola, guidato dal commissario tecnico Andrea Cipressa, riesce ad avere la meglio sugli avversari per 45-33. L’Italia del fioretto conclude quindi con l’oro a squadre sia nella prova maschile che in quella femminile: gli uomini riescono così a rifarsi dopo la prova leggermente deludente dell’individuale, dove il solo Aspromonte è riuscito a conquistare una medaglia. È mancato invece per pochissimo un altro riconoscimento a questo mondiale che si conclude positivamente per la scherma italiana. Il commissario tecnico Giovanni Sirovich ha infatti schierato in pedana una formazione di sciabola femminile molto giovane, capitanata dalla ventiquattrenne Irene Vecchi. Il quartetto ha concluso al quarto posto una prova iniziata col successo dapprima contro il Messico per 45-27 ed ai quarti contro la Polonia per 45-41. In semifinale le azzurre non sono andate oltre il 45-34 al cospetto dell'Ucraina della campionessa del Mondo Olga Kharlan. Nella finale per il bronzo, dopo un parziale di 10-0 per gli Stati Uniti, una strepitosa rimonta di Rossella Gregorio porta le azzurre avanti di 15-14. Le americane, guidate dalla due-volte olimpionica Mariel Zagunis, non ci stanno e si portano avanti allungando sino al definitivo 45-30. Le ragazze hanno sicuramente pagato l’inesperienza, ma la loro giovane età permette di investire sul futuro: non dimentichiamo che Irene Vecchi ha infatti portato a casa un bronzo nell’individuale alla sua prima partecipazione iridata.
L’oro vivo del fioretto
Mondiali Gran finale a Budapest: trionfa la squadra maschile Baldini, Cassarà, Aspromonte e Avola piegano gli Stati Uniti
