Ed è argento. Inatteso, inaspettato, non programmato, quindi unico. Federica Pellegrini è tornata sul podio dei suoi 200 stile libero, lo stile che non doveva nemmeno nuotare, dove si era buttata un po’ per gioco e un po’ per amore, nelle batterie di martedì mattina. «Sono qui per divertirmi». Lo aveva ripetuto come un mantra, Federica, da quando era atterrata a Barcellona, ormai quasi una settimana fa. Eppure, divertendosi, ha portato a casa una medaglia, la prima del nuoto in vasca per gli azzurri in questi Mondiali. Con il primo crono assoluto in semifinale, la campionessa veneta si era ripresa la sua corsia centrale, perché nuotare ai lati della piscina, per una che è pur sempre la campionessa del mondo in carica e primatista mondiale, non era cosa. E lì, dal centro della vasca, è volata a conquistare un argento, rimontando una dopo l’altra tutte le avversarie. Stava quasi per riprendere anche lei, Missy Franklin (oro in 1’54’’81), l’americana che a Londra faceva incetta di medaglie mentre la Pellegrini affondava. È dietro, invece, la francese Camille Muffat (bronzo in 1’55’’72), la viceregina olimpica sulla distanza. In mezzo c’è lei, Federica, in 1’55’’14. «Sono strafelice, è il mio crono migliore in tessuto», le prime parole di una raggiante Federica. «Non mi sarei mai aspettata di riuscire a competere con le migliori in una gara che quest’anno non ho preparato. Perché sono così forte? Grazie a mamma e papà, ma anche io ci ho messo del mio», ha scherzato la veneta. «Sono partita dieci anni fa da qui, a Barcellona, e torno dieci anni dopo in una maniera strepitosa. Le bastonate fanno crescere e io ne ho prese tante. La pressione? Una volta che sei in finale nella corsia 4, non può non esserci. Per fortuna ho angeli custodi che vegliano su di me. Soprattutto Lucas, che mi ha detto "tranquilla, fai come se dovessi andare a sposarti". Gli ho risposto che non era proprio il momento giusto», ha raccontato Federica, che tra gli angeli custodi ha anche l’ex amore Filippo Magnini, compagno di allenamenti e ora - a quanto pare - grande amico. Non ha difeso il titolo, ma ci è andata vicinissima. E a pensarci, ricapitolando l’ultimo anno dell’azzurra, sembra incredibile. Prima il flop di Londra, con la conseguente decisione di fermarsi, anche se non completamente, almeno per un po’. Poi la rottura con Claudio Rossetto e il trasferimento a Narbonne per seguire l’ex tecnico francese Philippe Lucas, quel Lucas che l’aveva portata alla vittoria dei due ori di Shanghai. Il merito deve per forza essere anche suo, se l’allieva è riuscita a prendersi un argento in una gara non preparata. Nella cittadina francese Federica nuotava a pancia in su, lasciando chiuso in un cassetto, anche se non a chiave, il suo stile libero. «Mi sto allenando solo a dorso, è praticamente impossibile che faccia i 200 stile ai Mondiali», aveva detto prima di partire per la città catalana. Poi, invece, la decisione dell’ultim’ora, arrivata solo nella serata di lunedì: Federica e i suoi (Lucas, Magnini e il preparatore Matteo Giunta) hanno deciso di provare. «Philippe ha lasciato a me la decisione, dicendomi che l’importante era farli per divertirmi. Ora vedremo, senza aspettative, fin dove posso arrivare», aveva chiarito la Pellegrini. Sono divertimento e spensieratezza, dunque, le chiavi di questa medaglia, come è stato per Tania Cagnotto qualche giorno fa nei tuffi. Per entrambe, l’anno (semi)sabbatico è valso almeno un argento.
Una Fede d’argento
La Pellegrini torna grande nei 200 stile ai Mondiali L’azzurra dietro la Franklin: «Una medaglia inaspettata»
